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«La montagna è senza neve serve lo stato di calamità»

«La montagna è senza neve serve lo stato di calamità»

Confcommercio ha incontrato albergatori, commercianti e gestori che stanno affrontando un inverno difficile che complica anche l’estate

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VENTASSO. Niente neve, temperature talmente alte da non consentire di spararla, niente turismo. Per le imprese di Cerreto Laghi è stato l’annus horribilis e ora chiedono che venga riconosciuto lo stato di calamità. «Gli operatori – dice il presidente di Confcommercio Imprese di Reggio Emilia, Davide Massarini - sono in grande difficoltà e chiedono, oltre allo stato di calamità, che per il futuro vi sia un maggior coinvolgimento pubblico nelle infrastrutture». Massarini e la delegazione Confcommercio di Castelnovo Monti hanno incontrato mercoledì gli operatori della stazione turistica.

Presenti albergatori, maestri di sci, gestori degli impianti, commercianti, pubblici esercizi. Per tutti il problema è lo stesso: sono stati fatti investimenti per esser pronti ad accogliere i turisti invernali che però non si sono visti. «Ora dobbiamo programmare e avviare gli ordini per la prossima estate –spiega Laura Fiori, titolare di un negozio – ma non siamo in grado di pagare la merce rimasta in magazzino. Così i nostri fornitori non prendono gli ordini per l’estate». La convinzione condivisa da tutti è che si debba fronteggiare l’emergenza di quest’anno e organizzarsi per non essere più, in futuro, così legati agli eventi atmosferici. Per fronteggiare l’emergenza «occorre che la Regione, come accade ad esempio per l’agricoltura o per la costa, si faccia garante con un fondo perché gli imprenditori possano ottenere una dilazione dei pagamenti ai fornitori», spiega Enrico Ferretti della Scuola Sci. «Lo stato di calamità è necessario anche – aggiunge Alessandro Giannarelli, albergatore – perché venga riconosciuto nel sistema previsto dagli indici sintetici di affidabilità fiscale». «Occorre, poi, come succede negli Appennini e nelle Alpi, che la proprietà degli impianti sia pubblica –spiega Alessandro Zampolini, commerciante e tecnico sci– e che si doti la stazione di un adeguato numero di cannoni per fare la neve durante tutto l’inverno».

«Se la carrucola non gira al Cerreto – conclude Ferretti – le conseguenze si sentono in tutta la vallata, compresa Castelnovo Monti e i comuni della zona pedemontana». Chiesto un incontro urgente con l’assessore Barbara Lori. —

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