Gazzetta di Reggio

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in via Emilia Santo Stefano 

Arrestata dopo 3 giorni la rapinatrice di Kiko È una 46enne di Napoli

Ambra Prati
Arrestata dopo 3 giorni la rapinatrice di Kiko È una 46enne di Napoli

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Catturata dalla polizia tre giorni dopo il colpo, ora è finita agli arresti domiciliari la 46enne di origini napoletane che domenica scorsa ha rapinato la profumeria Kiko di via Emilia Santo Stefano sotto la minaccia di una siringa sporca di sangue. La criminale deve rispondere del reato di rapina aggravata dall’uso di arma impropria.

Erano le 15 di domenica scorsa quando una sconosciuta ha fatto irruzione nel negozio intimando alla commessa di consegnarle i soldi: arraffati 350 euro, l’incasso della mattinata, la malvivente è fuggita a piedi verso piazza Gioberti, mentre è stato lanciato l’allarme al 113. Ma la rapinatrice è riuscita a dileguarsi con il maltolto.

In seguito i poliziotti hanno riascoltato la cliente presente all’interno del negozio e la commessa, la quale ha saputo fornire una descrizione puntuale della malvivente: una signora tra i 50 e i 55 anni, dall’accento napoletano marcato, capelli corti, una giacca a vento scura, jeans, un berretto di lana nero e un paio di Ray-Ban a nasconderle il viso. La svolta all’indagine della Mobile è arrivata il giorno seguente, lunedì, quando un cittadino ha trovato per terra in vicolo Leoni indumenti abbandonati dalla rapinatrice, come hanno confermato le telecamere situate tra via Berta e via San Pietro Martire. Mercoledì i poliziotti sono risaliti alla responsabile, risultata alloggiata in un ostello e domiciliata in un appartamento del centro. Qui è stata eseguita una perquisizione che ha fatto saltare fuori il berretto e gli occhiali. Il paradosso è che le due testimoni non hanno riconosciuto con certezza la donna dalla foto segnaletica.

Invece la rapinatrice, davanti agli agenti, ha subito confessato, dicendo che i soldi le servivano per pagare un precedente debito contratto per acquistare droga. Ieri in tribunale la rapinatrice ha risposto alle domande e ha affermato di essere in cura per uscire dal tunnel della dipendenza.

Il difensore Angelo Russo si è opposto alla convalida dell’arresto. Di avviso opposto il pm Giacomo Forte, che ha chiesto la convalida e gli arresti domiciliari. Il gip Andrea Rat non ha convalidato l’arresto ma ha applicato la misura dei domiciliari ritenendo sussistente il pericolo di reiterazione del reato. —



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