Il vescovo Camisasca lancia i corsi di formazione per i politici cattolici
REGGIO EMILIA. Grandissima partecipazione all’evento “I cattolici italiani e la politica”, organizzato dalla Diocesi nel dopocena di giovedì per riprendere il tema proposto dal vescovo Massimo Camisasca nell’omelia di san Prospero dell’anno scorso. Le sale del Museo diocesano non sono riuscite a contenere le centinaia di persone accorse. Durante l’incontro, moderato da Edoardo Tincani, direttore del Centro diocesano per le comunicazioni sociali, si sono confrontati con il vescovo cinque credenti impegnati in schieramenti politici diversi: Maura Catellani (Lega), Gianluca Nicolini (Forza Italia), Roberta Rigon (Fratelli d’Italia), Mariafrancesca Sidoli (+Europa ) e Ottavia Soncini (Pd).
«Ognuno di noi – ha detto il vescovo in apertura, dopo avere ringraziato i giornalisti e gli operatori della comunicazione presenti – sa che nel cristianesimo non è possibile una deduzione diretta dell’azione politica dalla fede. Di fatto il cristianesimo è vicino e lontano dalle diverse opzioni. Lontano, perché nessuna visione di città terrena è in grado di esaurire l’ideale di città di Dio che Cristo ha portato con sé. Nello stesso tempo vicino, perché Cristo ha portato un Regno che, pur non essendo di questo mondo, comincia a vivere in questo mondo. A tale riguardo presto, in marzo o aprile, proporrò le tappe di questo cammino a tutti coloro che vorranno iscriversi. Questa sera invece ho invitato io cinque persone, appartenenti a cinque diversi partiti politici, chiedendo loro: cosa pensate della mia proposta? Quali suggerimenti avete? Sarà questo il contenuto dei loro interventi. Nessuna delle persone qui presenti da me invitate rappresenta il partito di cui fa parte. Lo voglio chiarire, perché alcuni dirigenti hanno protestato perché io avessi scelto uno piuttosto che un altro. Ciascuno rappresenta solo se stesso. La mia scelta non costituisce neppure – sarebbe inutile dirlo, ma voglio sottolinearlo – una “graduatoria” fra credenti. Nessuno misura la fede dell’altro, né può pesarla. Tutti i credenti sono semplicemente chiamati a testimoniare la propria fede, così come possono».
Numerose le sottolineature all’omelia di san Prospero compiute da parte dei cinque politici intervenuti: dallo smarrimento dell’originalità della fede all’urgenza di aiutarsi in una situazione di minoranza, alla solitudine del cristiano impegnato in politica. Il primo risultato importante – ha concluso monsignor Camisasca – è che ci siamo trovati e potremo trovarci ancora, intorno al vescovo, che non è il mago solutore di tutti i problemi, ma il tramite di un ascolto e di un cammino comune.
Nell’occasione è stato presentato anche il nuovo libro “Abita la terra e vivi con fede” (edito da Piemme, gruppo Mondadori), che raccoglie i testi dei Discorsi del vescovo Camisasca alla Città tenuti durante il suo episcopato, con l’aggiunta di alcuni capitoli inediti; nel libro, che porta la prefazione di Stefano Zamagni, vengono affrontate le sfide più impegnative che toccano i singoli e le comunità, dall’esperienza della fragilità e della malattia alle difficoltà dell’educare; dalla disumanizzazione del lavoro, asservito al profitto e al consumo, alla relazione dell’uomo con l’ambiente. —
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