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la regione emilia-romagna 

«In caso di sintomi collegabili non andate al pronto soccorso»

Raccordo tra ministero della Salute, Protezione civile e le due Regioni per la gestione della situazione tra Piacenza e il Lodigiano colpito

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BOLOGNA. «Non accedere direttamente alle strutture di pronto soccorso, ma contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118». È la raccomandazione che arriva dalla Regione Emilia-Romagna in caso di di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori).

Ieri, alla luce di quanto accaduto tra le province di Lodi e Piacenza, da Bologna è stata dirama una nota in cuis i parla del «pieno raccordo tra ministero della Salute, Protezione civile, Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e Aziende sanitarie per la gestione della situazione».

«Chi è entrato in contatto con il paziente zero, il primo a essere stato diagnosticato al Coronavirus – afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – è già stato individuato dai Servizi della Regione Lombardia, che sta facendo tutti gli accertamenti del caso. In secondo luogo, se qualcuno lavora o frequenta gli ambienti di quella stessa persona, o ha sintomi o dubbi, invito a contattare il 118 invece di presentarsi al pronto soccorso. Voglio tranquillizzare sul fatto che la situazione è monitorata da tutti i servizi, sia quelli lombardi sia i nostri per quanto ci compete». Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever e Mae spa, sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti: la gestione dell’azienda lombarda (Unilever) – come prevede lo stesso ministero – è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae. Il dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell’azienda, che ieri è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare. «Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21 gennaio e già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l’approccio verrà modificato di conseguenza» chiariscono.

«La sanità pubblica, in via precauzionale, sta già contattando tutte le persone per le quali è ritenuta necessaria un’ulteriore verifica perché valutate potenzialmente a rischio, pertanto ai cittadini si chiede di mantenere la maggiore tranquillità possibile. La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’assessorato alle Politiche per la salute e l’Azienda sanitaria piacentina, sta collaborando con le Aziende sanitarie lombarde e conferma la massima disponibilità a mettere a disposizione le proprie strutture ospedaliere per accogliere, in caso di necessità, pazienti provenienti dalla Lombardia con problemi diversi da quelli legati al Coronavirus e che non possono accedere al Pronto soccorso chiuso, come peraltro sta già avvenendo dalle prime ore di oggi. Inoltre, è impegnata a realizzare tutte le misure di isolamento e sorveglianza concordate con i colleghi lombardi» conclude. —

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