Nascosto fra le siepi di un condominio c’era un chilo di droga
La scoperta fatta dai carabinieri dietro l’ospedale Spallanzani Secondo gli inquirenti sarebbe il deposito di un trafficante
REGGIO EMILIA. Dopo i parcheggi e le pensiline delle fermate degli autobus di piazzale Europa, i parcheggi delle auto dello stesso piazzale e le aree verdi del Parco del Popolo, ora anche le aiuole condominiali vengono usate come depositi di droga a cielo aperto da parte degli spacciatori. Che, piuttosto che rischiare portando addosso lo stupefacente, lo nascondano in questo modo assicurandosi così l’impunità.
le segnalazioni
È questo il quadro emerso nel corso dell’attività di controllo del territorio da parte dei carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Reggio Emilia che, approfondendo le segnalazioni sui movimenti sospetti segnalati dai residenti nelle ultime settimane in alcuni complessi residenziali vicino l’ospedale Spallanzani di viale Umberto I, hanno trovato un’ingente partita di droga destinata alla piazza reggiana.
la droga
Oltre un chilo di marijuana e un etto di hascisc, custodite assieme a un bilancino di precisione, erano nascosti all’interno di un sacchetto nero tra le siepi di un’area verde di un condominio del viale. Un’importante partita di droga appartenente, visto il quantitativo e secondo le ipotesi ora al vaglio degli inquirenti dell’Arma, a un grossista allineatosi alle tecniche di occultamento dello stupefacente messo in pratica da quale anno dagli spacciatori al dettaglio.
dalle case ai cortili
Nei mesi scorsi le indagini condotte proprio dai carabinieri di Reggio Emilia avevano rivelato come gli spacciatori al dettaglio, dalle più note aree urbane meta di tossicodipendenti e sbandati, si stavano trasferendo ai parcheggi e ai capolinea degli autobus, ritenuti più remunerativi dagli stessi pusher visto il maggior afflusso di clienti garantito dalle persone che, da tutta la provincia, arrivano con i bus.
Ma vista quest’ultima scoperta, che si affianca ad altre indagini in corso da parte dai carabinieri, sembra che ora il trasferimento “all’aria aperta” stia riguardando anche i pesci più grossi dello spaccio, i criminali che custodiscono le quantità maggiori di droga da suddividere fra i vari galoppini per la vendita.
Insomma, meglio rischiare, come il caso di viale Umberto I, di perdere la partita di droga assicurandosi comunque l’impunità. Sull’importante ritrovamenti i carabinieri reggiani hanno comunque avviato le indagini per cercare di risalire al proprietario della partita di droga sequestrata, chiamato a rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. —
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