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l’udienza a bologna 

Per l’appello di Pagliani torna a testimoniare l’ex prefetto De Miro

E.L.T.
Per l’appello di Pagliani torna a testimoniare l’ex prefetto De Miro

Sciolta la riserva, dal 17 marzo sfilata di testi per l’ex politico Chiamati anche avvocati, l’ex giornalista Gibertini e Salerno

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REGGIO EMILIA. La Corte d’Appello di Bologna ieri mattina ha accolto dieci testimoni per rifare il processo d’Appello di Aemilià in abbreviato – come ha decretato la Cassazione dopo aver accolto il ricorso – per l’avvocato reggiano ed ex consigliere comunale del Pdl a Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani, accusato di concorso esterno al clan.

Tra i testi saranno riascoltati dalla Corte d’appello di Bologna anche l’ex prefetto di Reggio Emilia, Antonella De Miro, ora prefetto a Palermo.

All’epoca dei fatti contestati, De Miro colpì le aziende legate alla cosca Grande Aracri con numerose interdittive antimafia.

Oltre a lei ci sarà l’ex parlamentare di Alleanza Nazionale, Filippo Berselli (entrambi sfileranno in aula il prossimo 17 marzo), ma anche l’ex giornalista reggiano, già condannato nel maxi processo, Marco Gibertini (il 24 marzo).

Oltre a questi saranno sentiti gli avvocati reggiani Antonio Sarzi Amadè, Liborio Cataliotti e Caterina Arcuri, oltre al costruttore Salvatore Salerno.

Un appello bis di Aemilia ci sarà pure per Michele Colacino (condannato in primo e secondo grado a 4 anni e 8 mesi). Anche per lui il collegio ha sancito l’ordinanza di avvio del processo: saranno sentiti tre testimoni.

Per Pagliani entra quindi nel vivo l’appello dopo che il 24 ottobre del 2018 la Corte di Cassazione, composta dal presidente Maurizio Fumo e dai giudici a latere Rossella Catena, Irene Scordamaglia, Grazia Niccoli e Luca Pistorelli – aveva deciso di annullare la sentenza di secondo grado, con rinvio alla Corte d’Appello, sulla condanna dell’ex capogruppo Pdl, accusato di partecipazione esterna all’associazione mafiosa nell’ambito del rito abbreviato del processo Aemilia.

«In tal senso, quindi, le eccezioni svolte sul punto nel ricorso di Pagliani risultano fondate: circostanza che impone di giungere all’annullamento con rinvio della sentenza impugnata, per procedere alla rinnovazione delle prove dichiarative indicate, le stesse dovendosi considerare rilevanti, nel loro complesso considerate, ai fini della condanna».

La Corte aveva accolto quindi il ricorso presentato il 12 aprile 2018 dal politico reggiano – a mezzo dei difensori di fiducia Giovanni Tarquini e Alessandro Sivelli – che era stato assolto in primo grado, salvo poi essere condannato in Appello a quattro anni di reclusione.

Un processo da rifare rinnovando l’audizione di molte persone informate sui fatti, come richiesto dagli stessi difensori di Pagliani. —

E.L.T.

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