Prezzi stabili a Reggio La famiglia tipo ha speso 24 euro in più
In un anno l’inflazione è rincarata appena dello 0,1% A Bologna il rincaro dello 0,3% ha fatto spendere 85 euro
La nostra non è sicuramente una città a buon mercato. I prezzi delle merci, dei servizi e degli immobili non sono paragonabili a quelli delle zone più povere d’Italia, come è facile evincere.
Tuttavia nell’arco di un anno sono rimasti praticamente fermi, mentre quasi ovunque, nel resto del paese, hanno conosciuto aumenti più o meno sensibili.
Qui dal gennaio 2019 al gennaio 2020 sono rincarati appena dello 0,1%, il che significa che una famiglia tipo con 2,4 componenti ha dovuto spendere soltanto 28 euro in più. Fra le trenta città con più di 150mila abitanti o capoluoghi di regione solamente Aosta ha avuto una dinamica migliore, addirittura un calo dei prezzi pari allo 0,1%, che corrisponde a un risparmio di 29 euro sulla spesa mensile. E anche questa è una città ricca e, quindi, tutt’altro che economica. Lo certifica l’Unione dei Consumatori stilando l’ormai tradizionale classifica dei rincari sulla base dei dati dell’inflazione annua di gennaio resi noti dall’Istat.
Secondo la sua elaborazione statistica il costo della vita è cresciuto in una misura che non dipende dalla base di partenza. Nei primi tre posti, infatti, si collocano tre città molto diverse per il livello medio dei prezzi. In testa si trova Bolzano, che con un’inflazione dell’1,3% ha costretto la sua famiglia tipo a spendere in dodici mesi 451 euro in più se composta da tre persone e 392 euro se ne ha 2,4. Seguono Bari e Napoli, che accusano rincari annui dell’1,1% e spese aggiuntive rispettivamente di circa 280 e 230 euro.
Nelle altre città l’inflazione è rimasta al di sotto dell’1%: 0,8 a Trieste, 0,7 a Firenze, 0,6 a Torino. Modena è settima con un rincaro dello 0,5% che comporta una spesa addizionale di 139 euro.
A Bologna, 21esima, il rincaro dello 0,3% ha fatto spendere 85 euro in più. Parma, 24esima, se l’è cavata con lo 0,2% di inflazione e 56 euro da aggiungere all'esborso annuo del nucleo familiare con 2,4 membri.
L’Unione dei Consumatori ha stilato anche la graduatoria delle regioni. La più penalizzata è il Trentino-Alto Adige, dove si sono registrati un'inflazione annua dell’1% e spese supplementari di 313 euro per la famiglia con tre componenti e di 264 per quella con 2,4 membri. —
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