Acqua pubblica, il comitato «Vecchi spieghi che succede»
Affondo di Acqua bene comune al sindaco sul bando conteso «Dica da che parte sta se con la multiutility o con chi ha vinto il referendum»
REGGIO EMILIA. «La presunta ripubblicizzazione dell’acqua è saltata per aria». È quanto affermano dal comitato “Acqua bene comune” di Reggio Emilia, dopo il ricorso presentato da Iren al Tar di Parma contro il bando indetto da Atersir per la scelta del socio operativo privato che gestirà il servizio idrico in provincia all’interno di una società mista pubblico-privata: un appalto da 1,55 miliardi in 20 anni che, dopo una lunga gestazione, sembrava ormai vicino all’approdo, con la scadenza per partecipare alla gara fissata per il prossimo 27 febbraio. Dopo un rinvio stabilito nell’udienza dell’11 febbraio, il ricorso sarà discusso il 14 ottobre.
«Ricorrere e chiedere l’annullamento della gara – evidenzia il comitato – significa solo che l’azienda non ci sta, che non condivide la linea di un sindaco che ne è terzo azionista in termini di peso sulla proprietà».
Tutto questo, aggiungono gli attivisti «suona come un fragoroso schiaffo politico tirato in faccia ad anni di valutazioni, proclami, consulenze, delibere e promesse» del primo cittadino.
«A questo punto ci si aspetta e si chiede che il sindaco renda conto pubblicamente di quanto sta succedendo e quali siano le reali intenzioni e motivazioni dietro questo rovesciamento di tavolo, e che scenari si aprono». Per il comitato, Vecchi insomma «deve dire da che parte vuole stare: se da quella di chi ha votato un referendum (di cui quest'anno ironia della sorte corre il decimo anniversario dalla storica raccolta firme) sempre disatteso o dalla parte degli interessi privati di Iren». —
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