Alunni a una gara a Codogno La psicosi si diffonde a scuola
BASSA REGGIANA. All’istituto “Manzoni” di Suzzara, frequentato anche da molti studenti della Bassa reggiana, si era diffusa la falsa notizia di tre contagiati da coronavirus che ha creato psicosi. La dirigente scolastica Paola Bruschi ha pubblicato sul sito della scuola un comunicato dove spiega perché si tratta di una “fake news”.
Tutto è nato dal fatto che tre ragazzi, mercoledì 19 scorso, sono andati a Codogno (Lodi) per un evento sportivo. Il centro lodigiano è salito alla ribalta della cronaca per un 38enne ricoverato in terapia intensiva all’ospedale; sua moglie, oltre ad un’altra persona entrata in contatto, sono già stati trasferiti al “Sacco”di Milano.
I tre studenti del “Manzoni”, tuttavia, accompagnati dai genitori, non hanno soggiornato in alcun albergo, non hanno frequentato locali di alcun tipo: terminato l’evento sportivo, sono tornati a casa. Ad ogni buon conto, la dirigente scolastica, sul sito della scuola scrive: «In relazione agli eventi legati alla diffusione del coronavirus sul territorio lombardo, vorrei fornirvi alcuni chiarimenti: come istituzione scolastica abbiamo attivato tutti i contatti del caso con le autorità sanitarie, cui compete provvedere all’adozione delle misure necessarie, che ci verranno tempestivamente comunicate. In attesa di tali eventuali comunicazioni, la scuola procederà nelle ordinarie attività didattiche. Stiamo predisponendo la pulizia delle superfici secondo le indicazioni fornite dal ministero della Sanità». A Suzzara, intanto, all’ospedale “Montecchi” è stato predisposto un piano di prevenzione sulla base delle indicazioni fornite dalla Regione Lombardia. L’accesso al pronto soccorso è riservato solo alle persone che necessitano di cure sanitarie. Per gli altri, l’accesso all’ospedale dovrà avvenire dall’ingresso centrale di via General Cantore. In portineria è stato sistemato un tavolo con due flaconcini di gel disinfettante per le mani.
Non ci sono ricoveri per coronavirus a Suzzara. Tuttavia medici e infermieri , in caso di infezione da Covid 19 (coronavirus), sono preparati ad affrontare l’emergenza secondo il protocollo stabilito dal ministero della Sanità. La Regione Lombardia ha diffuso una nota seconda la quale «tutti coloro che riscontrano sintomi influenzali o problemi respiratori non devono andare in pronto soccorso, ma devono chiamare il numero 118 che valuterà ogni singola situazione e spiegherà che cosa fare. Per informazioni generali, chiamare 1500, il numero di pubblica utilità attivato dal ministero della Salute. Il consiglio è seguire le seguenti regole: lavati spesso le mani; evitare contatti ravvicinati con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute; non toccare occhi, naso e bocca con le mani; copri bocca e naso se starnutisci o tossisci; se hai un’infezione respiratoria, evita contatti ravvicinati con le altre persone; non prendere farmaci antivirali o antibiotici se non sono prescritti dal medico; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o se si assistono persone malate». —
M.P.
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