Controlli su venti podisti dell’Appennino
Erano alla mezza maratona in Liguria con il “paziente indice”, ma sono già passati 20 giorni (l’incubazione è di 14)
Castelnovo Monti. Il nuovo focolaio di coronavirus in Lombardia, a poca distanza dal confine con l’Emilia Romagna, ha innalzato enormemente il livello di guardia e preoccupazione per la diffusione della malattia in Italia. Anche a Castelnovo Monti sono in corso accertamenti e controlli, legati alla partecipazione di un gruppo di podisti dell’Appennino alla mezza maratona di Santa Margherita Ligure, lo scorso 2 febbraio, alla quale ha preso parte anche M.Y.M. , 38 anni, nato a Castiglione d’Adda ma residente a Codogno, il cosiddetto “paziente indice”, amico del “paziente zero”, un manager tornato dalla Cina, senza sintomi, con cui è andato a cena «cinque o sei volte». Il 9 febbraio M.Y.M. ha partecipato anche a una gara a Sant’Angelo Lodigiano con la sua squadra, il “Gruppo podistico Codogno ’82”, mentre il 16 febbraio avrebbe dovuto partecipare a un’altra competizione, ma non si è presentato. I suoi compagni di squadra sono già stati tutti sottoposti a controlli, ma ovviamente a queste manifestazioni, specialmente a quella ligure, erano presenti podisti arrivati da tutta Italia, tra cui i 20 dall’Appennino reggiano. Sul tema il sindaco Enrico Bini spiega che «essendosi svolta la gara il 2 febbraio, sono passati ormai 20 giorni. Ho telefonato a uno dei partecipanti; sta bene, come tutti i suoi compagni. Ovviamente teniamo monitorata e sotto controllo la situazione, ma al momento non c’è motivo di allarme».
Il tono è simile a quello tenuto anche dal Comune di Portofino, che sulla manifestazione del 2 febbraio ha emesso una nota specifica. «Dopo ore di studi, lavori e incroci di dati tra il Comune di Santa Margherita e il Comune di Portofino, circa l’allarme relativo al fatto che il paziente lombardo affetto da infezione da coronavirus abbia partecipato il 2 febbraio alla mezza maratona di Portofino – si legge nel comunicato – si precisa che il periodo massimo di incubazione del virus è attualmente stabilito in 14 giorni e la data della gara risale a 19 giorni fa, pertanto non esiste più un rischio di contagio legato allo specifico avvenimento sportivo. A oggi non è arrivata alcuna comunicazione di infezione delle vie respiratorie da parte di residenti nel territorio di Asl 4 assimilabile a quella definita dal ministero come ascrivibile a caso sospetto di infezione da coronavirus. Alla luce di quanto sopra, Asl 4 vuole tranquillizzare la popolazione tutta che non è necessaria alcuna misura precauzionale né alcuna indagine diagnostica (tampone) da adottare nei soggetti che a vario titolo hanno partecipato alla manifestazione sportiva e non hanno alcuna sintomatologia in corso». Resta l’invito a non presentarsi al pronto soccorso, in caso di sintomi sospetti, ma a chiamare il medico di base o il 118. —
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