I Camparini denunciati dalla famiglia adottiva Scatta la controquerela
REGGIO EMILIA. Sempre più spinoso il caso di Anna Giulia, la bimba reggiana (ora quasi 15enne) adottata nel 2017 dopo dieci anni di dura battaglia legale.
Nell’ottobre scorso la Gazzetta ha dato notizia del fatto che i genitori naturali Gilda Fontana e Massimiliano Camparini si erano mossi attraverso il loro legale – cioè l’avvocato Francesco Miraglia – denunciando l’allora tutore della bambina (cioè l’avvocato Sabrina Tagliati) per poi presentare un ricorso per revocazione dell’adottabilità di Anna Giulia, presentato alla sezione dei minorenni della Corte di appello di Bologna. Ma ora fioccano nuove querele e controquerele, con pure protagonisti inaspettati. I genitori adottivi hanno, infatti, denunciato i coniugi Camparini perché si sentono perseguitati. A far indispettire la famiglia adottiva il ricevimento di una lettera dell’avvocato Miraglia che li avvertiva di una specifica vicenda. Cioè il legale scrive nella lettera di aver ricevuto una telefonata anonima da parte di una presunta vicina di casa che avrebbe rivelato dove vive la ragazzina adottata. Telefonata poi resa nota da Miraglia ai suoi assistiti. Stato d’ansia nella famiglia adottiva che sarebbe stato alimentato anche da pedinamenti e da notizie viste sui social in cui si rivelano aspetti della quotidianità di Anna Giulia, il che indicherebbe anche dove risiede. Allegati in querela dei documenti, come le sentenze attinenti il caso di Anna Giulia. Su tutto ciò la famiglia Camparini ha ritenuto di controbattere. «Ma come fanno ad avere i loro nomi e i documenti sull’adozione della ragazzina, che per legge sono riservati e segretissimi e non vengono mai, in alcun modo, divulgati a terzi? – si interroga l’avvocato Miraglia, legale dei Camparini – e chi ha dato loro questi documenti, che hanno allegato alla querela contro i Camparini, che riportano quindi tutti i dati dei genitori naturali che i genitori adottivi mai dovrebbero conoscere? E già qui c’è da fare grande chiarezza. Ma in secondo luogo: il giudice relatore del tribunale dei minorenni di Bologna, che ha ricevuto tale documentazione, non ha trovato la cosa strana? E se non lui, il presidente del tribunale si è limitato a fare da passacarte senza sorvegliare, controllare, verificare la liceità degli atti? Riteniamo che sia in atto un’ulteriore azione per mettere i “bastoni fra le ruote” ai genitori naturali, impedendo loro di riabbracciare la figlioletta». Da qui la controquerela ai genitori adottivi per calunnia e rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio, ma è stato denunciato pure il giudice per omissione d’atti d’ufficio. —
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