La terra trema alle 14.31: è subito allarme
L’epicentro nelle campagne correggesi, comunque modesta la magnitudo: 3,4 della scala Richter. Non risultano danni
CORREGGIO. Una magnitudo tutto sommato modesta (3.4 della scala Richter), ma ad una profondità (6 chilometri) altrettanto modesta – più il sisma è superficiale e più viene avvertito – aggiunta l’ora di punta del sabato, quando tutti sono svegli e attenti.
Risultato: la scossa che ieri alle 14.31 ha interessato la solita faglia ferrarese, con epicentro nelle campagne di Correggio verso Soliera (Modena), è stata avvertita e “moltiplicata” da tantissime persone, come non accadeva da tempo. Anche a notevole distanza, se è vero che l’hanno percepita a Sassuolo, nel Frignano, oltre che nella Bassa Reggiana e nella Bassa Modenese.
E così per almeno un paio d’ore i social sono stati inondati di racconti («Mi sono sentito come spingere da dietro», «Il letto si è un po’ spostato», «Il lampadario ha ballato») di persone che specialmente nel “cratere” sismico del 2012 manifestano una sensibilità particolare. «La scossa si è sentita. È durata pochissimo ed è stata di tipo sussultorio – spiega Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio – i lampadari non si sono mossi. Non ci risultano danni, anche se sono scattati diversi allarmi nelle aziende. Ci siamo immediatamente attivati precauzionalmente coi nostri tecnici e la protezione civile. Stiamo già mettendo in atto in questi minuti tutte le verifiche opportune su edifici pubblici e in particolare sulle scuole». Le fa eco Paolo Fuccio, primo cittadino di San Martino in Rio: «Non si segnalano danni a cose o persone. Abbiamo attivato il piano di protezione civile in tutti i luoghi pubblici, comprese le scuole di ogni ordine e grado. Controlli attivati anche alle locali case di riposo e i luoghi di culto dove sono in corso le verifiche di sicurezza».
Siamo, quindi, ancora una volta a cavallo delle cosiddette “pieghe ferraresi”, in prossimità di quello che gli studiosi in passato hanno denominato “l’arco di Mirandola”, anche se studi e rilievi (con i mezzi a disposizione) in questi anni sono proseguiti.
Perchè se è vero che la pianura modenese, ferrarese e reggiana era sempre stata considerata a bassa sismicità, è ormai consolidata la tesi che sotto i detriti e le sabbie di riempimento del Po la catena appenninica prosegue, connotandosi con fratture delle faglie che sono sempre in movimento, in soldoni perché l’Africa pressa sulla catena montuosa e sulla pianura padana, e tende a farla ruotare, con perno in Piemonte.
Circostanza, al di là di altre possibili interpretazioni, che rende inevitabili le scosse. Non dannose e spesso da molti non percepite come quelle di ieri, o molto più raramente e viceversa devastanti, come quella che annientò Ferrara alcuni secoli or sono e la Bassa modenese nel 2012.
Per sicurezza, e per dare una risposta alla grande tensione emotiva che si è creata, ieri pomeriggio, i Comuni hanno attivato le squadre di esperti per verificare eventuali danni, specie ad immobili pubblici datati e magari non ancora interessati dai pachidermici lavori di ricostruzione. —
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