Gazzetta di Reggio

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Per il paziente reggiano il primo test è negativo

E.L.T.
Per il paziente reggiano il primo test è negativo

Risultato parziale per l’uomo ricoverato al Santa Maria: oggi l’esito definitivo Resta sotto osservazione nel reparto Malattie infettive dell’ospedale di Reggio

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REGGIO EMILIA. In regione cresce l’allerta legata alla diffusione del Coronavirus mentre a Reggio Emilia si distende la situazione per il caso sospetto che ha portato al ricovero di un uomo residente in città che aveva accusato i sintomi dopo aver frequentato per motivi di lavoro nella zona del Milanese. Il primo tampone effettuato sul paziente è risultato negativo ma bisogna attendere il secondo esito per escludere l’infezione da Coronavirus. L’uomo è in buone condizioni, ricoverato in osservazione nel reparto di malattie infettive di Reggio Emilia. L’esito del secondo test saranno diramiti oggi.

In Emilia–Romagna i casi accertati per ora sono nove. Tutte persone risultate positive, nessuna in condizioni critiche e i cui contagi sono riconducibili al focolaio lodigiano. Per il Piacentino non sono escluse nelle prossime ore misure ulteriori. La gestione dell’emergenza ha imposto tra l’altro al premier Giuseppe Conte di annullare le visite programmate per lunedì in Romagna. Nella nostra regione non ci sono però «zone rosse» o focolai. I nove casi di positività arrivano da un focolaio preciso: Codogno. Quattro sono in isolamento domiciliare e gli altri cinque ricoverati in ospedale a Piacenza.

Prosegue intanto l’attività di controllo e di «ricerca» dei possibili contagiati mentre anche al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova gli operatori sono dotati ora di mascherine e occhiali. Anche i sindacati delle forze dell’ordine invocano protezioni adeguate e sanificazioni dopo le operazioni per evitare contagi durante i servizi.

I controlli «larghi» in Regione sono effettuati per «prudenza». Possibile che nei prossimi giorni il numero dei casi positivi aumenti, ha detto ieri l’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, ma anche come conseguenza di un’attività di «ricerca attiva» delle infezioni. Ad esempio con la decisione di effettuare il tampone per Coronavirus a tutti i ricoverati per polmonite negli ospedali regionali. Potenziati a tal fine i laboratori di analisi di Bologna e Parma, al lavoro 24 ore la giorno, a cui si potrebbe aggiungere un terzo centro. Subissati di chiamate gli operatori del 118, con sanitari che si recano in alcuni casi direttamente anche nelle case di alcuni reggiani, per verificare le segnalazioni.

Cabina di coordinamento fitta in Regione con la nuova giunta, e i sindaci dei comuni capoluogo riuniti ieri pomeriggio, che si è aggiunta a quella svolta a Reggio dagli amministratori pubblici con l’Ausl. Per tutti restano valide le misure di prevenzione come lavarsi spesso le mani, coprire bocca e naso con un fazzoletto monouso se si starnutisce o si tossisce, non prendere farmaci antivirali o antibiotici a meno che siano prescritti dal medico, indossare la mascherina solo se si sospetta di essere malati. —

E.L.T.

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