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Fallimento della New Line spa, scatta la caccia all’affare

Ambra Prati
Fallimento della New Line spa, scatta la caccia all’affare

All’Istituto Vendite Giudiziarie di Reggio Emilia capi di abbigliamento in vendita dopo lo svuotamento del magazzino di via Mazzacurati 

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REGGIO EMILIA. Con l’ultima tranche in vendita – sette lotti di abbigliamento sportivo per un totale di 249 giacche, tecniche e non – va in scena l’ultimo atto del colossale fallimento della New Line Spa, dichiarato nel 2015. Doveva essere questa l’ultima settimana di corsa all’affare ma, sempre a causa dell’emergenza coronavirus, il punto vendite l’Istituto Vendite Giudiziarie di via Saragat 19 (tra via Adua e via del Chionso) sarà chiuso fino al 1° marzo. Con molta probabilità, le vendite riprenderanno la settimana seguente.

Si inizia quindi a vedere la luce in fondo ad un tunnel durato cinque anni e i primi creditori privilegiati (cioè i dipendenti) potrebbero veder arrivare il sospirato denaro tra qualche mese. O meglio parte del denaro che spetta loro, visto che svuotare il magazzino di via Mazzacurati («pieno di cianfrusaglie» a detta degli stessi esperti) ha fruttato appena 2 milioni di euro su un “buco” di 270 milioni: una goccia nel mare.

La voragine lasciata dalla New Line Spa e da quelli che erano due conosciutissimi punti vendita cittadini (la ex Caam Sport di via Mazzacurati e Computerline di via Kennedy) ha raggiunto i 270 milioni di euro.

Per entità dei debiti lasciati, si tratta di uno dei più grandi dissesti aziendali degli ultimi tempi nella nostra provincia e soprattutto quello in cui è stato più ampio il divario tra il passivo e l’attivo. A livello giudiziario l’intricato iter penale procede senza grandi novità: secondo la Guardia di Finanza dietro al default c’era una gigantesca truffa sull’Iva per la quale la Procura di Modena accusa sei persone, mentre la Procura di Reggio Emilia ha chiuso le indagini sulle false fatturazioni ma non è stata ancora avanzata richiesta di rinvio a giudizio e di acqua sotto i ponti ne è passata.

Invece a livello di procedura fallimentare l’impresa titanica guidata dall’avvocato Giulio Terzi, nominato curatore fallimentare dal giudice Virgilio Notari, è in dirittura d’arrivo. Dopo aver piazzato quasi 800 biciclette, abbigliamento sportivo, scarpe, ferramenta, legname, arredi e mobili d’ufficio, attrezzature varie, i giacconi che arrivano all’incanto adesso sono l’ultimo step. «Si tratta degli ultimi beni rimasti nel magazzino di via Mazzacurati, che era pieno di cianfrusaglie – ha spiegato Terzi –. Nel frattempo abbiamo liberato lo stabile dove la New Line era in affitto (bloccato per due anni dall’iter) e lo abbiamo riconsegnato alla proprietà, la Ccfs Immobiliare Spa». Ora il nuovo affittuario è la PreGel Spa, l’azienda di Gavasseto che produce preparati per il gelato artigianale e che ha stabilito lì i propri magazzini.

«Abbiamo inventariato gli ultimi beni e li abbiamo trasferiti nei locali dell’Igv, che gestirà la vendita degli ultimi lotti. Abbiamo quasi finito: dopo cinque anni siamo nella fase avanzata, se non finale, del fallimento, che a mio avviso è stato estremamente impegnativo per le problematiche giuridiche e per le peculiarità di quella situazione».

Quando ha fruttato la paziente opera di alienazione? «Un paio di milioni, purtroppo – ha concluso Terzi – perché non c’erano beni immobili di proprietà. La cifra basterà a malapena per le pre-deduzioni e i primissimi creditori privilegiati, tra i quali i dipendenti (una cinquantina, suddivisi in diverse società): la buona notizia è che i dipendenti saranno pagati, in parte, entro quest’anno». —




 

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