«Dio voleva un altro angelo e così ha chiamato Monica»
In tanti ai funerali della barista dell’ospedale Sant’Anna, morta a soli 44 anni La cerimonia, celebrata da don Giancarlo, si è svolta nella chiesa di Vogno
Toano. Tanta commozione ieri alla chiesa parrocchiale di Vogno di Toano, per l’ultimo saluto a Monica Viola, che se ne è andata a soli 44 anni e ha lasciato un ricordo indelebile tra i tanti amici, in particolare i colleghi.
Monica, pur con una disabilità, ha infatti lavorato tanti anni come barista all’ospedale del Sant’Anna, dispensando non solo cappuccini, brioches e generi di conforto al personale dell’ospedale e ai tanti pazienti che lo frequentano ogni giorno, ma anche sorrisi, gentilezza e bontà.
E così, durante la messa celebrata da don Giancarlo, è stata ricordata come una persona che era in grado di dare buonumore anche in momenti non sereni come quelli che vivono le persone ammalate e i loro parenti che si recano in ospedale. La cerimonia, nella chiesa parrocchiale di Vogno, ha richiamato tantissime persone, tanto che la maggior parte sono dovute rimanere sul sagrato antistante la chiesa, in una bella giornata di sole che ha rispecchiato quello che era il carattere della giovane.
Presenti molti medici, infermieri e tanti amici della famiglia. «Evidentemente il Signore aveva bisogno di un angelo in più –ha ricordato un’amica nelle preghiere dei fedeli – e ha pensato di chiamare Monica. Sempre gentile quando serviva al bar, e noi la vedevamo tutte le mattine: un angelo che era in grado di farci sorridere e regalarci un momento di serenità, in qualsiasi condizione di umore ci trovassimo».
Monica era dipendente della cooperativa Il Ginepro, e per tanti anni aveva lavorato al bar dell’ospedale Sant’Anna gestito dalla cooperativa sociale.
In tanti si sono voluti stringere attorno al grande dolore della sua famiglia: il papà Giuliano, la mamma Marzia e il fratello Fabio. —
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