Aperture a macchia di leopardo «Ma senza corsi siamo rovinati»
REGGIO EMILIA. «È il caos, la confusione totale. Regna la confusione in chi ci dà le direttive». Lo sfogo appartiene a Roberto Fornasari, direttore del Fitvillage di via Mazzacurati, che definisce così il rebus delle palestre. L’ordinanza emanata dalla Regione domenica invitava alla chiusura di «tutti gli impianti sportivi pubblici e privati» e pareva non dare adito a dubbi, ma è stata smentita il giorno seguente. Risultato: il panorama delle palestre si è trasformato in una vera e propria giungla (chiusura mai, chiusura solo lunedì, chiusura lunedì e martedì, riapertura senza corsi o con corsi) dettata dall’incertezza, mentre i reggiani si sono attaccati al telefono (spesso invano) per sapere se potevano fare attività fisica. C’è chi non ha mai chiuso, come la palestra La Forza di via Lincoln. «Le palestre private non sono mai state comprese nell’ordinanza, così come risulta dal profilo Fb della Regione e dal sito del Comune. Noi non abbiamo mai chiuso – è parso sicuro di sé il titolare Amerigo Brunetti – per me le disposizioni sono state chiare». Tanto cristalline che, nel dubbio, «ho fatto telefonare alle forze dell’ordine per conferma. Non voglio né incorrere in sanzioni né privare i miei clienti di un servizio». Il titolare ha proseguito: «Sono rimasto stupito dal fatto che molte palestre abbiano sospeso l’attività: forse si sono spaventati. Ma allora chiudiamo anche tabaccherie e ristoranti». Ha riaperto ieri anche la Virgin Active di piazzale Azzurri Atleti d’Italia. «In Emilia-Romagna le attività di allenamento riprendono regolarmente a partire dalle 12 e i corsi dalle 18 ma con posti prenotabili ridotti al 50%», recitava ieri un comunicato su Fb che invitava a chiamare il call center, ma al numero 800-914555 era impossibile prendere la linea.
Riapriranno oggi l’Eden di Corte Tegge («no ai corsi per bambini, sì ai corsi per adulti») e lo stesso farà il Fitvillage, dove ieri si trovava Fornasari. «Ci siamo attenuti all’ordinanza, che non ci obbligava ma ci chiedeva di chiudere: l’abbiamo anche appesa all’esterno per far capire che non era una nostra iniziativa. Ora sono qui, da solo ad aspettare una conferma ufficiale. Sto stampando dei documenti che i dipendenti domattina (oggi, ndr) dovranno firmare: sono autodichiarazioni Ausl nelle quali il dipendente dichiara di non avere sintomi influenzali e di non aver frequentato certe aree negli ultimi 15 giorni. Burocrazia sommata a un po’ di buonsenso». Proprio il buonsenso, secondo Fornasari, ha scarseggiato. «Nel frattempo sono in contatto con gli altri proprietari di palestre che hanno già aperto. Mi spiega perché io devo chiudere quando Champion’s Club e Komodo hanno riaperto e New Life di Scandiano non ha mai chiuso? Siamo al livello degli scaffali vuoti nei supermercati. Non sta né in cielo né in terra. E ci sta costando parecchio». Quanto è presto detto. «Se avessimo abbassato la serranda per l’intera settimana avremmo perso una cifra pesante: sui 50-60mila euro, abbastanza per compromettere l’anno. Senza contare che abbiamo anche il ristorante usato per il pranzo dai dipendenti MaxMara e Cellularline». Ieri la scelta del Fitvillage era di riaprire oggi corsi compresi. «Sto aspettando Godot, intanto gli altri si muovono. Abbiamo 42 tipi di corsi: dire che togliamo i corsi significa perdere oltre la metà dei clienti». —
Am.P.
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