Gazzetta di Reggio

Reggio

«Basta far finta che niente sia accaduto»

Adriano Arati

Questo, nel momento dei bilanci, il pensiero comune che unisce i settecento studenti reggiani di ritorno da Berlino 

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Tempo di ritorni, tempo di bilanci, tempo di pensieri. Il Viaggio della Memoria 2020 di Istoreco si è concluso con una settimana di anticipo a causa dell’emergenza Coronavirus, che ha portato Governo e Regioni ad annullare i viaggi di istruzione già programmati. Il terzo turno non è partito, oltre trecento studenti sono rimasti a casa, ma i settecento colleghi delle due precedenti settimane hanno potuto vivere pienamente l’esperienza, ritrovandosi alla fine di ogni turno per un momento di confronto collettivo.

La commemorazione, in questo 2020, era in scena a Karlshorst, la zona berlinese dove l’8 maggio 1945 la Germania nazista firmò la propria resa incondizionata, ultimo atto in Europa della seconda guerra mondiale. Il secondo appuntamento è arrivato dopo giorni non facili per la Germania. Giovedì 20 febbraio ad Hanau, vicino a Francoforte, un 43enne razzista di destra è entrato nel quartiere turco uccidendo nove persone, prima di ammazzare la madre e di togliersi la vita. Il giorno dopo la Nazione tedesca si è fermata, per ricordare l’accaduto e le vittime, e decine di viaggiatrici e viaggiatori reggiani hanno preso parte alla manifestazione pubblica davanti alla Porta di Brandeburgo, uno dei principali simboli di Berlino.

Un pezzo di cronaca difficile da ignorare, dopo aver visitato i campi di Sachsenhausen e Ravensbruck e i principali luoghi del potere nazista. «Questa esperienza ti costringe ad affrontare una verità sgradevole che preferiresti non conoscere, i luoghi visitati ti travolgono proiettandoti in un pozzo di dolore e di emozioni; abbiamo fatto i conti con paura, drammi, razzismo, angoscia, pietà, rabbia, disprezzo, ignoranza e tanto altro ancora», raccontano gli alunni della V A dell’istituto Scaruffi. I giovani reggiani sono passati fra «emozioni forti, talvolta contraddittorie, che giorno dopo giorno abbiamo attraversato in questo viaggio e ci prepariamo ad affrontare in seguito». E la memoria, come può aiutare? «Serve ad impedire che certe situazioni si ripetano, ma a volte questo non basta e siamo costretti a rivivere episodi tragici, come quello avvenuto in questi giorni ad Hanau, che i moventi razziali non sono ancora completamente sconfitti».

Stessa lunghezza d’onda, fra ieri e oggi, per Chiara della IV D del Filippo Re: «Basta far finta che non sia successo niente. Urliamo al mondo ciò che è successo e ciò che non vogliamo che ricapiti», scrive. E spiega: «Partita da casa avevo grandi aspettative, ma senza rendermi conto seriamente del posto dove stavo andando. Tornando a casa posso dire che mi porto diverse emozioni e pensieri, che dovremmo tutti provare e raccontare sia a chi non ha avuto la possibilità di visitare quei posti, sia a chi l'ha avuta; perché bisogna parlare del passato per evitare che ricapiti».

Concetto ribadito da Erman Govi della IV H del liceo Moro: «Alcuni dei doveri di coloro che fanno memoria è ricordare ciò che è stato, gli uomini e le donne che cercarono, purtroppo spesso in vano, di cambiare quei sistemi che oscuravano diritti fondamentali dell'uomo e soprattutto preservare il diritto alla propria individualità di tutti gli uomini». —



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