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Catellani sui dogo argentini «Il diffamato sono io, querelo»

Il direttore sanitario del canile Madonna delle Guadalupe interviene dopo le ultime dichiarazioni del sindaco «Fatte altre denunce già prima»

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CASTELNOVO SOTTO. Ancora alta tensione in paese per la vicenda dei 12 dogo argentini sequestrati a un canile di Perinaldo e affidati in custodia dal tribunale di Imperia alla struttura privata “Madonna delle Guadalupe”. L’intervento del sindaco Francesco Monica dopo l’abbandono di due cani in Comune, con la conseguente denuncia (anche per minacce) del direttore sanitario del canile privato, Marco Catellani, innesca la pronta replica di quest’ultimo.

«Il canile Madonna della Guadalupe ha presso di sé cani confiscati che devono mangiare, bere, essere accuditi e curati, compresa la pulizia dei box, tutti i giorni – scrive Catellani –, Il nostro canile se ne sta prendendo cura da anni. Le leggi prevedono che i cani vaganti sul territorio, rinunciati, o sequestrati siano a carico del Comune di quel territorio e non sicuramente dei privati. Una sentenza prevede con assoluta chiarezza che il mantenimento dei cani dogo sequestrati in Liguria e in seguito confiscati a Castelnovo Sotto, sia a carico del Comune di confisca. Paradossale? Certamente sì. Noi per primi lo abbiamo ammesso. Ma il giudice ci ha ripreso in modo duro e severo, ribadendo di non permetterci assolutamente di contestare la sua sentenza. Chi si sottrae all’adempimento degli obblighi nascenti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria, ci ha ricordato, compie un grave reato: “Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del Giudice”».

In replica a quanto apparso affermato dal sindaco Monica in un recente articolo Catellani sostiene sia «necessario sottolineare che il sindaco del Comune di Castelnovo Sotto ha omesso di dire che il sottoscritto per primo ha denunciato il primo cittadino per abbandono di animali e lesioni colpose».

Catellani prosegue: «Nel 2020, ci troviamo di fronte ad una situazione decisamente kafkiana, in cui un primo cittadino oltre a non adempiere ai propri doveri tenta d’intimidire un medico veterinario, inattaccabile sia sotto il profilo professionale sia sotto il profilo etico, tentando in prima battuta alcuni mesi or sono di farlo sanzionare dall’ordine dei medici veterinari sostenendo l’infrazione dell’art. 35 del codice deontologico “rapporti con la stampa”, ovviamente tentativo non andato a buon fine».

Catellani nega di avere mai definito omertoso il sindaco Monica e annuncia altre querele nei suoi confronti per diffamazione. «Volevo ricordare al primo cittadino, che adottare il silenzio omissivo, strategia peraltro molto diffusa dalle amministrazioni pubbliche, non equivale a essere omertosi, cosa dal sottoscritto mai asserita, come invece riportata dai giornali. Il fatto che il sindaco accosti il silenzio omissivo ad una condotta omertosa, ovviamente mi fa molto riflettere sia sulle capacità di interpretazione semantica sia su quella letterale».

Una non verità, sostiene Catellani, è anche il fatto che tra il Comune di Castelnovo Sotto si sia aperto un dialogo con quello di Perinaldo nel tentativo di trovare la quadra: «Si sottolinea che è stata inviata una seconda ordinanza sindacale al sindaco di Castelnovo Sotto in cui il sindaco ligure con protocollo n. 715 del 21 febbraio 2020, lo diffida ancora una volta nel voler insistere con affermazioni e richieste ingiustificate dichiarando che il proprietario dei cani non è il comune di Perinaldo. Nel frattempo, si continua ad allungare la minestra e il costo per la gestione sanitaria e il mantenimento dei cani rimane a carico nostro». —

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