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Castelnovo Monti, Ma arrivano molte critiche 

Confermato “Lo Sbaracco” «Reagiamo alla situazione»

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Castelnovo Monti. Si discute molto di quanto elevato sarà l’impatto economico dell’emergenza Coronavirus: sicuramente per avere il polso di questo aspetto si dovranno aspettare le prossime settimane, ma quel che è certo è che al momento nessuna attività commerciale è stata costretta a chiudere per l’emergenza.

Anche nelle zone rosse del Lodigiano diversi negozi di alimentari e supermercati continuano a lavorare normalmente. In Emilia ovviamente la situazione è ancora ben lontana da tali livelli, ma in questi giorni sono sensibilmente calati gli acquirenti ai normali negozi, che ora stanno cercando modi per reagire.

Ad esempio a Castelnovo Monti, l’associazione dei commercianti Centro Commerciale Naturale ha confermato l’evento “Lo Sbaracco” in programma nel weekend. Venerdì 28, sabato 29 febbraio e domenica 1° marzo a Castelnovo, «un fine settimana carico di occasioni a prezzi stracciati – spiegano gli organizzatori della manifestazione – per dare a tutti la possibilità di fare grandi affari in tantissimi negozi che aderiscono a questa iniziativa. Un weekend di prezzi pazzi. Vi aspettiamo venerdì, sabato e domenica». Organizzatori che si sono anche premurati di sottolineare che «l’iniziativa è in linea con le disposizioni emesse dalla Regione Emilia-Romagna nei giorni scorsi per quanto riguarda gli eventi e le attività aperte al pubblico».

Ma sul profilo Facebook del Comune e delle associazioni dei commercianti sono arrivate molte critiche sulla scelta di mantenere un’iniziativa del genere quando molte altre sono state annullate e le scuole chiuse.

«I nostri negozi sono regolarmente aperti – spiega una commerciante rispondendo alle polemiche che si sono scatente negli ultimi giorni sulla conferma dell’evento – e l’evento del weekend non muoverà certo folle oceaniche: speriamo solo di avere qualche persona in più, dobbiamo cercare di reagire a questa situazione. Ci hanno chiesto perché non rinviamo di qualche giorno, ma potenzialmente potrebbero volerci settimane prima che la situazione migliori, e intanto noi abbiamo le spese per le utenze, il personale, la merce, non possiamo chiudere per paura». —

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