Coronavirus, a porte chiuse l'insediamento del consiglio regionale: poi il dietro front
Per ragioni di sicurezza, la cerimonia annunciata senza la presenza di pubblico e di giornalisti. Poi il cambiamento della decisione: "L'ordinanza non si applica per l'Assemblea legislativa"
REGGIO EMILIA. Porte chiuse, rinvio, poi ancora porte chiuse e infine porte aperte. E' il balletto di decisioni che ha interessato la seduta di insediamento del consiglio regionale, in programma a Bologna il 28 febbario. Nella giornata di martedì, la seduta era stata annunciata prima a porte chiuse, senza la presenza di pubblico e giornalisti, quindi spostata al 4 marzo.
Una decisione cambiata per altre due volte nella giornata di mercoledì. Dapprima la decisione di convocare la seduta a porte chiuse, quindi il dietro front. "Le restrizioni previste dall’Ordinanza n. 1 (“Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura”) per affrontare l’emergenza coronavirus, firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini non si applicano per l’insediamento dell’Assemblea legislativa regionale dal 28 febbraio al 4 marzo - si legge nell'ultima convocazione dell'Assemblea legislativa - A scriverlo è lo stesso Presidente della Regione Bonaccini in una lettera autografa alla presidente dell’Assemblea Simonetta Saliera che ieri, proprio per applicare nella lettera e nello spirito tutti i dettami dell'Ordinanza, aveva dovuto rinviare la seduta di insediamento dell’undicesima legislatura regionale".
“Il presidente della Regione si assume direttamente la responsabilità dell'interpretazione autentica dell'Ordinanza n. 1/2020 come coautore della stessa" dichiara la presidente Saliera. "Si conferma, quindi, la convocazione precedente della seduta d'insediamento dell'Assemblea legislativa per venerdì 28 febbraio alle ore 10” conclude la presidente uscente del Parlamento regionale".
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