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Il mondo sportivo naviga nel caos tra “consigli” e “orientamenti”

Ambra Prati
Il mondo sportivo naviga nel caos tra “consigli” e “orientamenti”

I divieti riguarderebbero ora solo gli assembramenti  Alessandro Munarini (Csi): «È un muoversi all’italiana»

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Dopo l’accavallarsi frenetico di riunioni lunedì e la ridda di circolari – queste ultime proseguite nella giornata di ieri – è stata fatta chiarezza nel mondo sportivo sull’emergenza coronavirus: l’orientamento generale delle società sportive non agonistiche, basate sul volontariato e che allenano migliaia di bambini e ragazzi (per intenderci, quelle che coinvolgono la maggioranza delle famiglie reggiane) è andato nel senso della conferma della sospensione delle attività fino al primo marzo, mentre le società agonistiche decideranno in proprio. Nel frattempo gli impianti sportivi più importanti hanno riaperto ieri senza corsi, fermo restando la possibilità, per i gruppi di adulti amatori che ne fanno richiesta, di utilizzare le palestre per gli allenamenti.

LE TRE TIPOLOGIE

Il mondo sportivo reggiano ha espresso apprezzamento univoco per la serata organizzata lunedì sera dalla Fondazione per lo Sport al circolo Arci Pigal, alla presenza del sindaco Luca Vecchi e dell’assessore Raffaella Curioni. La riunione ha distinto tre tipologie di società: i professionisti; i gestori professionali degli impianti sportivi più importanti e le società di base.

«Il divieto riguarda solo gli assembramenti: la discriminante è il pubblico – commenta Mauro Rozzi della Fondazione Sport –. Ci siamo permessi di chiamare a raccolta il mondo sportivo, che ha avuto un atteggiamento responsabile: tutte le attività legate ai corsi non indispensabili sono sospese. La preoccupazione principale riguardava gli impianti importanti, tipo la piscina di via Melato, che ha aperto: ma in assenza dei corsi ieri c’erano pochissime persone». La presenza dell’assessore Curioni è stata motivata dal fatto che «molte delle palestre, usate dalle società al pomeriggio, sono situate all’interno di scuole: abbiamo chiesto ai gestori di effettuare pulizie straordinarie»

UISP E CSI

Il punto è, ha commentato Alessandro Munarini del Csi, che «sono sospesi gli eventi con aggregazioni significative, ma gli impianti possono riaprire e si lascia discrezionalità alle società sportive su allenamenti e corsi interni. È un muoversi all’italiana».

Inevitabile lo scompiglio all’interno delle grandi società come il Csi, che conta 15 discipline sportive diverse, più di 300 società ed è gestore dei campi di via Agosti (Hogs e Reggiana). «Le società non agonistiche hanno cercato linee comuni nei vari sport, ad esempio il coordinamento danza si è riunito – ha proseguito Munarini –. La maggior parte ha deciso di confermare lo stop per i bambini. Per chi fa volontariato fermarsi una settimana non cambia nulla. Poi c’è il dubbio che la settimana possa diventare due settimane: a quel punto saremmo in forte difficoltà». Anche il Comitato Uisp Reggio Emilia preferisce essere prudente e conferma la sospensione di tutte le attività sportive fino al 1° marzo indipendentemente dalle nuove disposizioni. Il Comitato invita le proprie associazioni affiliate alla cautela, «pur rispettando l’autonomia decisionale di ogni soggetto sportivo che è libero di riprendere l’attività ordinaria che non preveda eccezionali concentrazioni di persone». Il presidente Uisp Azio Minardi ha spiegato: «Sospendiamo i corsi fino a lunedì e tiriamo dritto per coerenza e per motivi organizzativi, anche per non mettere le famiglie in difficoltà: non si può stabilire una cosa e subito dopo il suo contrario».

I BAMBINI

«Noi abbiamo ritenuto più corretto mantenere sospesi gli allenamenti»: è la comunicazione diramata da La Torre, società di pallacanestro, pallavolo e pattinaggio che gestisce parecchie palestre cittadine.

«Penso in realtà che l’ordinanza avrebbe potuto essere più specifica, così le società avrebbero potuto muoversi in modo omogeneo; invece c’è voluta la spiegazione della Fondazione, che ringrazio per aver fatto un incontro anziché una circolare difficile da decifrare – ha commentato Luigi Siligardi, presidente de La Torre –. La nostra è in realtà un’attività di base, non abbiamo atleti professionisti: meglio stare fermi qualche giorno e non rischiare, almeno per quanto riguarda i minorenni. Anzi per ora siamo fermi sia con i bambini sia con gli adulti. Ma come gestori della palestra pubblica dello Scaruffi siamo tenuti ad aprire: la società La Cupola per esempio ha chiesto di fare allenamento e abbiamo aperto. Mi ha fatto molto piacere piuttosto che le famiglie siano state comprensive: nessuno ha protestato». —





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