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Maltrattamenti, accuse dalla ex Operaio 53enne sotto processo

T.S.
Maltrattamenti, accuse dalla ex Operaio 53enne sotto processo

Per il pm Salvi lui picchiava la compagna, un caso confermato dal figlio maggiore La difesa: «Non vi sono prove, una ripicca per avere l’affidamento dei due bimbi»

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CAVRIAGO. Si prospetta un processo piuttosto battagliato con vicende che al momento appaiono controverse, comunque ieri il gup Dario De Luca ha rinviato a giudizio un operaio cavriaghese di 53 anni che è accusato di maltrattamenti nei confronti dell’ex convivente, 42 anni, pure lei di Cavriago (dove i due hanno convissuto fino alla rottura del rapporto).

Va subito specificato che l’operaio – come ha deciso il Tribunale per i minorenni di Bologna – ha in affido i due figli minori (uno di 7 anni e l’altro di 11) che sono seguiti dai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza.

In aula il pm Valentina Salvi spiega – nella sua richiesta di rinvio a giudizio – che il 53enne avrebbe picchiato diverse volte l’ex compagna. La prima segnalazione ai carabinieri per aggressioni fisiche e verbali era giunta a fine 2017. Ma la denuncia-chiave è datata 2 agosto 2018. Non sono stati presentati referti medici perché la donna non era ricorsa alle cure sanitarie. Ma relativamente ad uno degli episodi vi è la testimonianza del figlio maggiore.

L’operaio nega i maltrattamenti, con la precisazione che avrebbe colpito l’ex compagna per contenerla, in quanto lei era sotto l’effetto di alcolici. La donna – che si è costituita parte civile tramite l’avvocatessa Alessia Massari del foro di Modena –è un’ operatrice socio sanitaria, soffre di problemi di tossicodipendenza anche se il legale che la tutela precisa che «è emerso solamente un uso saltuario e tramite il percorso già intrapreso al Sert vogliamo dimostrare che ne sta uscendo».

Per la difesa – rappresentata dagli avvocati Maurizio Attolini e Paolo Menozzi – la maggior parte degli episodi contestati non sarebbero provati, ma rappresenterebbero solamente il tentativo di avere in affidamento i figli. Fra l’altro la madre attualmente può solo vedere i figli con visite prestabilite in modalità protetta.

La difesa è intenzionata a produrre nel futuro processo le lettere d’amore e gli sms affettuosi che lei ha inviato all’ex compagno, nonostante avesse già presentato la denuncia. E che per i difensori proverebbero dunque il fine che la donna vorrebbe perseguire. «Schiaffi, calci? Non vi è nulla di provato – si limita a dire al termine l’avvocato Attolini – e la denuncia è una sorta di ripicca perché l’ex convivente vuole l’affidamento dei due figli». —

T.S.

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