Gazzetta di Reggio

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correggio, il processo 

Rifilò un pugno per rapinarla nomade condannato a 4 anni

T.S.

La donna nel novembre 2017 venne aggredita di sera e derubata della borsa mentre era in macchina e stava telefonando al figlio

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CORREGGIO. Una rapina, in pieno centro, alle 20.30 del 24 novembre 2017: vittima una donna allora 65enne che era sulla sua auto in sosta in via Asioli, intenta a fare una telefonata al figlio. La signora avrebbe dovuto incontrare di lì a poco alcune amiche. Invece era finita all’ospedale per il trauma subito, in quanto si era vista aprire lo sportello da un malvivente con volto travisato che le aveva strappato la borsa che teneva a tracolla. E per vincere la resistenza della donna, il bandito le aveva sferrato un pugno in faccia.

Un racconto-shock che è risuonato ieri in tribunale a Reggio Emilia, perché le indagini dei carabinieri hanno poi portato all’individuazione del rapinatore (un nomade di 33 anni, con precedenti penali) giudicato con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo). Il pm Valentina Salvi ha chiesto una pena esemplare (4 anni e 4 mesi di reclusione) con l’aggravante della pluralità delle persone, in quanto un complice (mai identificato) attendeva in auto il rapinatore per agevolarne la fuga. Aggravante contestata dall’avvocato difensore Federica Ghesini (ha sostituito il collega Enrico Della Capanna) ritenendo che l’azione intimidatoria era stata di una sola persona e la rapinata si era resa conto della presenza di un complice solo quando ha visto il suo aggressore salire sulla macchina che poi sgommava via. Tesi difensiva fatta propria anche dal gup Dario De Luca: ha condannato il nomade a 4 anni di carcere e al pagamento di 2mila euro di multa, ma escludendo l’aggravante. La donna rapinata è stata risarcita per il danno sofferto e, quindi, non si è costituita parte civile. Al termine dell’udienza preliminare, la difesa ha annunciato che presenterà appello. Sull’episodio hanno indagato i carabinieri di Correggio, congiuntamente ai colleghi del Nucleo operativo della compagnia di Reggio Emilia, che erano intervenuti subito dopo la rapina.

Al culmine delle indagini il 33enne era stato denunciato a piede libero, senza richiesta di misure restrittive. In attesa dell’Appello, il nomade rimane in libertà. —

T.S.

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