Summit in Provincia I cinesi assicurano «In autoquarantena chi torna a Reggio»
I rappresentanti della comunità asiatica hanno partecipato alla riunione della Conferenza territoriale sanitaria
REGGIO EMILIA. I cinesi che sono tornati a Reggio dopo un soggiorno nella loro madrepatria si sono sottoposti, e continueranno a farlo anche in futuro, a quarantena volontaria. A dirlo sono i rappresentanti dell’associazione cinese di Reggio Emilia, Zengjie Chen e Jie Lin. Questa misura di prevenzione sarebbe in atto da quando è scoppiata l’epidemia nella città di Wuhan, hanno riferito i due rappresentanti.
Ieri mattina si è riunita nella sala del consiglio provinciale, per un momento di coordinamento ed informazione sull’emergenza Covid-19, la Conferenza territoriale sociale e sanitaria di Reggio Emilia.
Alla riunione - presieduta dal sindaco di Castellarano e presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – erano presenti il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, i primi cittadini (o loro delegati) degli altri Comuni reggiani, la responsabile della Protezione civile di Reggio Emilia dell’Agenzia regionale Federica Manenti ed i vertici dell’Azienda Usl-Irccs di Reggio Emilia, con il direttore generale Fausto Nicolini, la direttrice sanitaria Cristina Marchesi, il direttore del Dipartimento di sanità pubblica Mauro Grossi ed Emanuela Bedeschi del Servizio di Igiene pubblica.
nessun caso a Reggio
Il direttore generale dell’Azienda Usl, Fausto Nicolini, dopo aver ribadito che «ad oggi non vi sono casi positivi a Reggio Emilia e che il numero limitato di casi in regione è riconducibile al focolaio della Lombardia» ed aver fatto il punto della situazione, ha risposto alle domande dei sindaci, annunciando anche una serie di iniziative in atto a partire dal numero 0522.339000 che da ieri pomeriggio è stato messo a disposizione dei cittadini, anche per segnalare il proprio rientro da zone a rischio (italiane o straniere) negli ultimi 14 giorni.
Nella serata di ieri la Regione ha comunicato che in totale i casi fino ad ora riscontrati sono 26.
Decalogo multilingue
L’Ausl ha inoltre annunciato l’imminente distribuzione di un decalogo multilingue sulle norme igienico-comportamentali da seguire, a partire dal frequente e accurato lavaggio delle mani e dall’evitare di recarsi al pronto soccorso (ma di contattare tempestivamente il proprio medico) in caso di sintomi sospetti (tosse, mal di gola, problemi respiratori e febbre).
Nel confermare la positiva collaborazione avviata con la comunità cinese, i vertici dell’Ausl hanno ricordato che – in seguito alla recente ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza – dal 21 febbraio scorso è stata disposta la sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni, con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali.
D’intesa con i presidenti di Veneto e Lombardia Luca Zaia e Attilio Fontana, anche l’Emilia-Romagna chiede il blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizione di questo materiale. «Una misura necessaria per evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti, cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite - ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini -. Materiale che serve in particolare agli operatori sanitari, che stanno facendo un lavoro straordinario. Tema che ho posto al presidente del Consiglio, Conte, che ci ha rassicurati sul fatto che si troverà immediatamente una soluzione positiva su questo». —
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