Vezzano, Genitori di un disabile multati per il parcheggio all’ospedale
Non c’era posto negli spazi riservati e hanno lasciato l’auto nelle strisce blu. «Il contrassegno per portatori di handicap era esposto». È scattata la sanzione
Genitori di un ragazzo disabile sanzionati in un parcheggio a pagamento. È successo mercoledì, alle 12, quando Amedeo Brunelli e la moglie Deanna Valcavi hanno portato il figlio Sergio – di 41 anni disabile al 100% dalla nascita – all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio per una visita.
I due, non trovando libero alcun parcheggio per disabili, hanno lasciato la loro auto nel parcheggio a pagamento (strisce blu) e hanno esposto (ormai lo fanno da una vita) il contrassegno auto per la disabilità sul cruscotto, con tanto di foto e nome del disabile. Poi con il figlio in carrozzina sono andati all’ospedale, ma quando sono ritornati alla loro auto hanno visto la contravvenzione sul vetro e la mortificazione, lo sconforto e la rabbia li hanno quasi paralizzati.
Le motivazioni erano: «Lasciava in sosta il veicolo in area sottoposta a limitazione temporale senza attivare il dispositivo di controllo della sosta». In più, scritto a mano: «Esponeva il contrassegno (per disabili) con la parte anteriore non visibile per i controlli».
In pratica il contrassegno consta di due parti, una dove compare il cartello con la carrozzina e l’altra parte, quella esposta dai due genitori, con la foto del disabile con nome e cognome. Impossibile, ovviamente, esporre entrambe le parti.
Quindi, l’agente, non vedendo la parte con la carrozzina, ha comminato la multa: una motivazione che ai più risulta incredibile. Ritornati a Vezzano nella propria abitazione il genitore ha subito telefonato al comando della polizia municipale di Reggio esponendo il problema.
Gli ha risposto un agente il quale gli ha detto: «Doveva esporre il pagamento e il contrassegno forse non era ben visibile. Deve pagare i 29 euro di sanzione».
I due genitori, che ben conoscono i problemi legati ai parcheggi disabili, una volta vista la contravvenzione si sono sincerati che il contrassegno si vedesse e sostengono che si vedeva. E che il vigile che ha risposto avrebbe dovuto avere maggior sensibilità e invitarli a recarsi presso il comando con i documenti relativi per cercare di chiarire la situazione.
Nella mattinata di ieri, sconfortati più che mai, si sono recati comunque all’ufficio postale e hanno pagato i 29 euro per evitare di incorrere nell’ulteriore mora. Avrebbero potuto fare ricorso al giudice di pace, ma la procedura è complicata e nel caso fosse stato respinto l’importo sarebbe stato molto più alto.
I coniugi hanno anche informato l’associazione invalidi che ha sostenuto che i disabili se non trovano liberi i loro parcheggi riservati possono parcheggiare anche nelle strisce blu senza pagare il biglietto e possono transitare anche nelle Ztl, questo con delibera comunale del 2019, l’importante è esporre sul cruscotto il contrassegno, come fatto dai genitori. —
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