Reggio Emilia, Irpef e tassa di soggiorno: è bufera per gli aumenti
La giunta vara le nuove misure, che a fine marzo andranno in consiglio comunale Opposizioni all’attacco. Confcommercio: «Siamo allibiti da queste decisioni»
REGGIO EMILIA. Si preannuncia rovente la seduta del consiglio comunale, a fine marzo, per l’approvazione del bilancio di previsione 2020 dell’ente. Dopo una nota congiunta dei sindacati provinciali Cgil, Cisl e Uil, anche dalle forze politiche – in particolare di opposizione – si leva infatti un coro bipartisan di dissenso per gli specifici aspetti della “manovra” relativi all’introduzione della tassa di soggiorno e all’aumento dopo anni dell’addizionale comunale Irpef per la fascia di reddito media tra i 15mila e i 28mila euro, che salirà dallo 0,51% allo 0,71%. Misure varate dal Comune per incamerare nuove risorse – per l’Irpef stimate intorno ai 3,8 milioni – da destinare soprattutto al mantenimento del sistema dei servizi per le famiglie e le persone fragili, ma non per questo meno contestate prima dai sindacati e ora anche da Lega, Forza Italia, M5s e Partito Comunista.
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COSA CAMBIA. Tre aliquote resteranno invariate, quelle per redditi superiori ai 28mila euro, anche perché pari allo 0,78% (da 28.000,01 fino 55.000 euro), 0,79% (da 55.000,01 fino a 75.000 euro) e 0,8% (oltre 75.000 euro), quest’ultima percentuale per legge non oltrepassabile. L’aumento, invece, scatterà per le addizionali con scaglioni di reddito inferiori ai 28mila euro: l’aliquota allo 0,49% (applicabile a scaglione di reddito fino a 15.000 mila euro) e quella dello 0,51% (applicabile a scaglione di reddito da 15.000,01 fino a 28.000 euro): la prima passerà allo 0,69%, ma di fatto non avrà conseguenze dal momento che saranno mantenute le fasce di esenzione sotto i 15mila euro, la più alta in regione; la seconda, invece, passerà dallo 0,51% allo 0,71%. È proprio su questa fascia di reddito che dal Comune puntano ad avere maggiori introiti fino a circa quattro milioni. Quanto alla tassa di soggiorno, si ipotizza per il 2021 un gettito stimato in 600mila euro.
LE OPPOSIZIONI
«Quello approvato dalla giunta è uno schema di bilancio che rappresenta lo stato attuale della sinistra, stanga i redditi bassi e combatte gli esercenti. Il sindaco Vecchi aveva promesso in campagna elettorale di non volere una tassa di soggiorno, ma oggi ce la ritroviamo senza alcuna strategia sul turismo nella nostra città. Solo un modo per fare cassa», afferma il capogruppo del Carroccio in sala del Tricolore Matteo Melato. «Per non parlare – aggiunge il leghista – dell’aumento delle tasse per i redditi bassi e medio-bassi: una scelta del tutto illogica e folle dato che siamo in piena crisi economica e non si esclude una recessione a causa anche del coronavirus». Per questo, conclude Melato, «daremo battaglia in consiglio perché a nostro avviso le tasse non solo non andavano alzate ma andavano abbassate».
Il M5s
Il Movimento 5 Stelle rincara la dose, osservando che «i fatturati del settore alberghiero reggiano in questi giorni calano a causa del coronavirus del 40% e l’amministrazione pensa ad inserire la tassa di soggiorno». In «una città dove queste attività non vivono di turismo ma di chi si reca in città per lavoro siamo alla follia. Si fermi una scelta cosi folle che fa il paio con l'aumento dell'addizionale Irpef per le fasce medio-basse».
DESTRA E SINISTRA
Per Enrico Guerrieri, segretario cittadino del Partito comunista «l’illusione di un centrosinistra vicino agli interessi dei lavoratori e delle classi popolari si infrange ancora una volta. A farne le spese sarà chi già fatica ad arrivare alla fine del mese, una vergogna per chi osa definire Reggio “città delle persone”». Benedetta Fiorini, deputata reggiana di Forza Italia, commenta: «In un momento in cui l’economia registra battute di arresto e in cui si rischia che interi settori subiscano una paralisi la sinistra non sa fare di meglio che mungere il ceto medio». Il Comune, auspica la parlamentare, «si fermi prima di adottare questo aumento perché i cittadini non sono la banca privata delle istituzioni. Il sindaco Vecchi si metta la mano sulla coscienza, invece che nelle tasche dei reggiani». Critiche anche da Alessandro Aragona, responsabile economia di Fratelli d’Italia: «Un’ulteriore mazzata alle famiglie». E se anche Italia Viva Reggio Emilia esprime la propria contrarietà alle decisioni prese dalla giunta, durissimo è il commento di Davide Massarini, presidente di Confcommercio Reggio: «Siamo allibiti nell’apprendere che la giunta abbia deliberato di applicare la tassa di soggiorno a Reggio, modificando la sua posizione rispetto a pochi mesi fa e senza condividere seriamente questo passaggio con chi rappresenta le imprese turistiche». —
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