Parco Ottavi, cala il sipario fallita la storica immobiliare
Saltato il concordato della “Gli Olmi srl”, che era stato richiesto lo scorso autunno Era il sogno partito nel 2001 su iniziativa della Cmr Reggiolo insieme a Conabit
L’immobiliare Gli Olmi è fallita. Anche l’ultimo concordato è naufragato e con esso le remote speranze di poter invertire una rotta segnata. Vale a dire il fallimenti del progetto della “Reggio 2”, intrapreso in anni di euforia e risiko immobiliare, e naufragato con l’affondamento di società allora salpate verso un Eden mai raggiunto. Parco Ottavi è la più grande opera di urbanizzazione creata a Reggio, che si estende per 525mila metri quadri, realizzata solo in parte dopo il default nel 2012 della Cmr di Reggiolo, locomotiva dell’iniziativa deragliata a causa della crisi. A riportare in auge la speculazione edilizia finita male è ancora una volta il tribunale di Reggio, dove la società Gli Olmi srl (già Parco Ottavi spa) che l’autunno scorso ha chiesto e ottenuto la concessione di un termine per la presentazione di un concordato con riserva. Il 24 settembre scorso il tribunale aveva concesso 60 giorni di tmepo - metà di quanto in realtà chiesto - per permettere alla società di presentare una proposta concordataria evitando l’istanza di fallimento presentata dalla Juliet spa, società creditrice che ha probabilmente dato il via alla contromossa degli Olmi. Poi, il 27 novembre, il tribunale aveva concesso ulteriori 60 giorni di tempo all’immobiliare, che però non ha rispettato il termine, scaduto il 20 gennaio 2020. La domanda di concordato serviva per congelare infatti eventuali azioni esecutive e il giudice ha deciso di riunire la richiesta della Olmi srl a quella prefallimentare della Juliet.
Decaduto il termine è stato dichiarato il fallimento degli Olmi srl e nominato quale giudice delegato Nicolò Stanzani Maserati e curatore fallimentare Andrea Sabatini. L’esame dello stato passivo è stato fissato il 10 giugno. Dentro la Parco Ottavi c’era inizialmente il sogno nel cassetto tratteggiato nel 2001 – in parte ultimato – dalla Cmr di Reggiolo ma anche da Conabit, consorzio delle imprese cooperative associato a Confcooperative Reggio Emilia finito a sua volta in liquidazione coatta. Dopo la sparizione della Cmr nella società erano rimaste la Ir Investimenti Reggiani e Conabit. Nel 2014 la prima richiesta di concordato, quando il passivo era di 30 milioni di euro. Pochi mesi dopo la
Olmi srl esce dal concordato cercando un accordo di ristrutturazione del debito con le banche. Carisbo era la più esposta con 12 milioni di euro di crediti: poi c’erano Mps e Bper. Poi c’è stato il fallimento di Conabit, l’istanza di fallimento di Juliet e infine la richiesta di concordato. Il resto di Parco Ottavi (56%) nel 2014 era in mano al Ccfs, finanziaria del sistema cooperativo che si è sobbarcata buona parte degli oneri per riportare a galla il progetto finito nelle sabbie mobili della crisi della Cmr. Sullo sfondo c’erano poi i progetti del Conad, i collegamenti stradali dalla tangenziale ultimati, così come il collegamento fognario di oltre due chilometri verso il Parco pubblico Nilde Iotti inaugurato nel 2009. Un’area immensa rimasta però monca. —
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