Primo morto in Emilia È un 70enne lombardo
Sono 47 i contagi in regione, si attende l’esito di 40 tamponi Una mamma contagiata partorisce: il bimbo non ha il virus
REGGIO EMILIA. Primo decesso in Emilia Romagna per una persona contagiata da Coronavirus. Il paziente era un cittadino lombardo, un 70enne già affetto da importanti patologie pregresse. Proveniente da uno dei comuni della “zona rossa” lombarda, era stato ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma.
In Emilia-Romagna, secondo l’ultimo bollettino emesso ieri pomeriggio, il numero di casi positivi sale a 47, alla luce dei quasi 630 test tampone refertati: 28 a Piacenza, 8 a Parma, 8 a Modena – tutti riconducibili al focolaio lombardo – e 3 a Rimini, sui quali sono in corso approfondimenti epidemiologici.
Dei 47 casi, sono 3 i pazienti in terapia intensiva, quasi la metà in isolamento domiciliare. Diciassette i nuovi casi registrati dopo l’aggiornamento del mattino: 8 nel piacentino, 4 nel parmense, 3 nel modenese e 2 nel riminese. La buona notizia, invece, è che una mamma, positiva al Coronavirus, all’ospedale di Piacenza ha partorito un bambino che sta bene e che non ha il virus. Sempre al nosocomio piacentino, inoltre, le prime due dimissioni: sono usciti un signore di Codogno e un operatore sanitario di Piacenza che lavora al Pronto soccorso del Comune lodigiano, dove fece il triage al paziente 1 (il primo a essere contagiato in Italia). Entrambi, adesso, osserveranno un periodo di isolamento precauzionale a casa, ma stanno bene.
«Continuiamo a non avere elementi per parlare di focolaio in Emilia-Romagna, anche alla luce delle nuove positività – sottolinea l’assessore regionale alle Salute, Sergio Venturi – Ribadisco che il nostro sistema sanitario è perfettamente in grado di sostenere la situazione al meglio, sia per quanto riguarda i cittadini sia nei confronti del personale sanitario. Proseguono gli accertamenti sui casi in corso di analisi, che sono circa una quarantina a fronte degli oltre 600 tamponi ad oggi refertati».
L’assessore regionale alla Salute ha anche parlato della chiusura delle scuole e del fenomeno delle fake news: «Desidero tranquillizzare le famiglie che in queste ore si erano poste l’interrogativo se fosse necessario un certificato medico per il rientro a scuole dei loro figli alla riapertura delle scuole - ha spiegato – L’Ufficio scolastico regionale mi ha infatti confermato che non sarà necessario alcun certificato medico per essere riammessi a scuola. Quanto a episodi di fake news - conclude-, non si fermano le denunce alla polizia postale da parte delle aziende sanitarie». —
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