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Si scatena contro i carabinieri perché fermato con la cocaina

T.S.

Minacce, calci, pugni e sputi ai militari: un 26enne viene arrestato a fatica In carcere ha la febbre e scatta la prevenzione coronavirus, ma ora sta meglio

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GUALTIERI. Lo trovano con una dose di eroina e lui dà in escandescenze: prende a calci e pugni i carabinieri che lo controllano, li offende, li minaccia, gli spunta addosso e alla fine sbatte la testa contro un muro.

Martedì pomeriggio agitato per i militari della stazione di Gualtieri. Alla fine hanno avuto ragione del 26enne Andrea Favagrossa che alla loro vista ha – prima di tutto – cercato di disfarsi della dose di droga. Il giovane, originario di Cremona ma residente a Viadana (Mantova), è stato arrestato per resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La vicenda è iniziata poco dopo le 15.30 quando una pattuglia, durante un servizio di controllo del territorio, ha notato un uomo che a piedi percorreva un tratto della provinciale 63R e ha deciso di effettuare il controllo. Il 26enne ha allora lasciato cadere per terra un involucro che, subito recuperato dai militari, è risultato essere una dose di cocaina. È scattata l'ispezione personale del giovane il che lo ha mandato su tutte le furie: prima ha minacciato e offeso i militari, poi ha cercato di fuggire spintonandoli, quindi ha iniziato a menare le mani prendendo a calci, pugni e spunti chi lo tratteneva. Condotte violente che hanno obbligato i carabinieri a usare la forza, ammanettandolo. In macchina e in caserma l’atteggiamento non è cambiato, sino ad arrivare a procurarsi lesioni sbattendo violentemente la testa contro il muro. Dopo le cure del 118, l’uomo è stato segnalato in prefettura quale assuntore di sostanze stupefacenti.

Ieri mattina però Favagrossa non è stato trasferito in tribunale a Reggio Emilia, in quanto in carcere si accorgono che il 26enne ha qualche linea di febbre. In pieno allarme coronavirus sono perciò scattate le necessarie precauzioni: il giovane viene messo in una cella singola affinché non abbia contatti con gli altri detenuti, inoltre si rinuncia a farlo partecipare all’udienza davanti al giudice Chiara Alberti che, comunque, convalida l’arresto e dispone l’obbligo di firma (in caserma a Viadana) per l’imputato (difeso dall’avvocato Giancarlo Pasquale)che poco dopo verrà scarcerato. Nel frattempo però la febbre scompare e Favagrossa, per il medico, ha solo evidenziato un sintomo influenzale. Perciò è tornato a Viadana, ma non dovrà stare in quarantena. Affronterà il processo a fine giugno. —

T.S.

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