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la direttissima 

Spacciatore in aula ammette che usava il sottoscala di casa come nascondiglio

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REGGIO EMILIA. L’albanese 34enne Erlind Doka – arrestato lunedì pomeriggio per spaccio di cocaina – ha confessato ieri mattina, in tribunale, rispondendo alle domande del giudice Chiara Alberti.

Lo spacciatore – che è difeso dall’avvocato Federico De Belvis – aveva trovato un nascondiglio a suo avviso sicuro: lo stanzino a ridosso della tromba delle scale di un condominio in via Fratelli Rosselli, a Coviolo, che ha adibito a deposito di 90 grammi di cocaina in pietra. Dopo l’interrogatorio, il pm Isabella Chiesi (titolare del fascicolo) ha chiesto la conferma della carcerazione per il 34enne, misura restrittiva a cui il difensore si è opposto. Salomonica la decisione del giudice Alberti che ha concesso gli arresti domiciliari. Doka sarà processato il 26 maggio.

Lunedì pomeriggio una pattuglia dei carabinieri, transitando in via Fratelli Rosselli, ha notato il 34enne entrare in un portone utilizzando una piccola chiave. Poiché il giovane è noto ai militari per i suoi trascorsi (ha precedenti per furto), i carabinieri si sono insospettiti e hanno deciso di seguirlo all’interno della palazzina: cogliendo nel segno, visto che l’albanese – come è emerso in seguito – faceva la spola tra la strada e il sottoscala e in quel momento era andato a prelevare le dosi di “polvere bianca” da smerciare in pronta consegna alla clientela. —

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