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Bilancio, il Comune aumenta aliquota Iperf e Imu fabbricati

Adriano Arati

La proposta verrà presentata nei prossimi giorni alle parti sociali e ai consiglieri Il sindaco: «Per dare risposte ai nuovi bisogni». Investimenti da 12 milioni

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SCANDIANO. Aumentano tasse e investimenti pubblici. Nei giorni scorsi la giunta ha definito la proposta per il bilancio economico e di previsione per il triennio 2020-22 e ha avviato la presentazione alle cosiddette parti sociali – sindacati, associazioni di categorie – e ai consiglieri. A fine marzo ci sarà poi il consiglio comunale in cui approvare o meno la proposta, che solo a quel punto diventerà esecutiva e concreta.

I NUMERI

Fra i dati più importanti, gli aumenti delle imposte, in particolare delle aliquote per l’addizionale Irpef e per l’Imu dei fabbricati produttivi, e i 12 milioni di euro destinati agli investimento per il triennio. Il Comune ha innalzato l’aliquota di propria competenza dell’addizionale Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche che ognuno deve versare in base ai propri redditi. L’intervento dovrebbe portare circa 700mila euro in più nelle casse dell’ente.

L’Irpef rimane modulare, con percentuali diverse in base alla fascia di reddito, la pressione media sale dallo 0.49% allo 0.65%. In contemporanea cresce anche la fascia di esenzione: i cittadini con reddito annuo sino ai 12mila euro non dovranno pagare le imposte, sino al 2019 il tetto era più basso, a 10mila euro. Anche queste persone vanno conteggiate nel calcolo. Per chi è chiamato a pagare le tasse, le fasce spaziano dallo 0,70% allo 0,80%. Dai 12mila ai 15mila euro l’aliquota è dello 0,70% del reddito, dai 15mila ai 28mila euro si sale allo 0,72% mentre dai 28mila ai 55euro si passa allo 0.78%. Per chi ha redditi fra i 55mila e i 75mila euro si cresce allo 0,79%, sopra ai 75mila euro la percentuale è dello 0,80%.

Si muove verso anche l’alto l’aliquota comunale Imu dedicata ai fabbricati produttivi, compresi nella categoria D. Dal 9 per mille si va al 9.3 per mille: a livello provinciale, il dato rimane sotto la media. Se queste cifre verranno confermate, il Comune avrà a disposizione circa 700mila euro in più di risorse disponibili, da destinare interamente alla parte della spesa corrente.

Le risorse verranno utilizzate per i «servizi scolastici – spiegano – extrascolastici e socio-assistenziali per anziani e disabili, oltre ai contributi dovuti all’Unione Tresinaro Secchia e ad alcuni importanti investimenti sulla sostenibilità ambientale soprattutto in ambito scolastico».

GLI INVESTIMENTI

La seconda parte del bilancio è quella degli investimenti, che prevede 12 milioni di euro interventi in tre anni. Due aspetti collegati fra loro: l’idea della giunta è di aumentare le imposte per poter gestire la spesa corrente da una parte e dall’altra usare le risorse destinate ai progetti futuri. La proposta prevede 5.96 milioni di investimento già nel 2020, a cui aggiungere una cifra simile nel biennio successivo, per garantire «maggiori livelli di manutenzione e di cura del decoro degli spazi pubblici, urbani e periferici: strade, verde pubblico, cimiteri, illuminazione pubblica, impianti sportivi».

«Abbiamo la necessità di dare risposte ai nuovi bisogni che sono emersi durante i confronti con la cittadinanza. Parallelamente, proponiamo un piano di investimenti ambizioso, che non vogliamo depotenziare perché riteniamo andrà a delineare una nuova Scandiano. Progetti che sono declinati in un atto di indirizzo della giunta che definisce dieci dossier strategici», commenta il sindaco Matteo Nasciuti ricordando i dieci progetti di mandato illustrati nelle scorse settimane.

Guarda alle cifre l’assessore al Bilancio Elisabetta Leonardi: «Abbiamo oggi un prelievo pro capite tra i più bassi della provincia e, se la proposta passerà, andremo ad attestarci in una fascia media», sostiene. Rivendica il lavoro fatto sino ad ora e la scelta di aumentare le risorse per i costi “quotidiani”: «Le strategie sin qui applicate, quali la progressiva riduzione dell’indebitamento, il contenimento della spesa corrente, l’invarianza o la riduzione della pressione fiscale, si sono rivelate corrette e si perseguiranno ancora nei prossimi anni, ma vanno integrate con un riequilibrio della parte corrente del bilancio per garantire la crescita dei nostri servizi». —

Adriano Arati

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