Gazzetta di Reggio

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«Ho chiuso l’hotel Europa per panico da Coronavirus»

Evaristo Sparvieri
«Ho chiuso l’hotel Europa per panico da Coronavirus»

È un dipendente dell’albergo il modenese che lavora a Reggio risultato positivo Il proprietario della struttura: «C’era paura fra i lavoratori e non avevo ospiti»

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REGGIO EMILIA. «Da quindici giorni avevamo del personale con l’influenza. Sono stati fatti tanti tamponi, risultati tutti negativi. Ma fra il personale si era creato panico, anche perché per un dipendente che da tre settimane non era in albergo il primo tampone era risultato positivo. Così lunedì ho decido di tenere chiuso il ristorante. Ora, visto che non avevo ospiti nella struttura, ho deciso di chiudere anche l’albergo, approfittando della chiusura per fare alcuni lavori».

È un dipendente dell’hotel Europa di viale Olimpia, in zona Mirabello, il 61enne modenese che lavora a Reggio, inserito da giovedì dall’Ausl di Modena fra i casi risultati positivi al Coronavirus. Una conferma arrivata anche dal proprietario della struttura alberghiera, Claudio Campani, che ieri di fronte alle difficoltà gestionali vissute dall’hotel in questo periodo – fra carenza di ospiti e quello che descrive come un vero «panico» fra i dipendenti – ha deciso di tenere chiuso l’albergo per quattordici giorni, fino al prossimo 13 marzo. L’annuncio della chiusura è affisso in un cartello all’ingresso dell’hotel: «Si avvisa la gentile clientela che l’hotel Europa rimarrà chiuso fino al 13 marzo 2020 compreso», si legge sul foglio.

È uno dei tanti effetti della diffusione del Coronavirus, che sta mettendo in ginocchio numerose attività produttive, a partire dalle strutture alberghiere e ricettive, penalizzate anche dalla chiusura dei musei e dei luoghi della cultura.

La chiusura è stata decisa spontaneamente dal proprietario e non è stata imposta dal servizio di Igiene pubblica dell’Ausl.

Anche perché Campani ha deciso di chiudere la struttura ancora prima di aver avuto la conferma ufficiale di un contagiato fra i suoi dipendenti.

Il 61enne modenese – con il quale Campani è in contatto telefonico – attualmente è ricoverato al Policlinico di Modena e le sue condizioni non sarebbero gravi. Su di lui, al pari del 25enne di Casalgrande che lavora a Maranello – tornato invece a casa – sono inoltre tuttora in corso le indagini epidemiologiche, alla ricerca della rete di contatti avuti nei giorni scorsi. Proprio questi due casi a ridosso fra Reggio Emilia e Modena, infatti, non sono collegati alla diffusione del virus derivante dal 62enne imprenditore carpigiano, il primo contagiato in provincia di Modena, al quale invece è collegabile un terzo caso reggiano: quello di un 45enne correggese, dirigente della Garc, l’azienda carpigiana che ha deciso autonomamente di sospendere le attività per decisione del presidente, Claudio Saraceni, proprio alla luce dell’incremento delle positività di familiari e colleghi del 62enne imprenditore. L’Ausl aveva chiesto di praticare la quarantena (leggi l’articolo a pagina 4, ndr).

Quanto all’hotel Europa, il proprietario Campani ribadisce di aver chiuso principalmente perché «non c’erano ospiti» e perché «fra i dipendenti c’era panico da circa un mese. Ora chiuderemo anche il ristorante di fianco. Diciamo che abbiamo chiuso per panico da Coronavirus. La situazione è davvero drammatica».

Un problema – quello della psicosi – ben chiaro anche a Francesca Lombardini dell’hotel Mercure Astoria e presidente provinciale di Federalberghi: «È un dramma per tutti gli operatori del turismo in primis – afferma – ma anche per i ristoranti e per i trasporti. Le persone hanno da un giorno all’altro disdetto moltissime prenotazioni a causa del terrore del Coronavirus. È un bagno di sangue per società e imprese». —




 

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