L’Appennino perde 1.500 pernottamenti
Erano quelli previsti per le gite scolastiche poi annullate Torri: «Comparto già provato per l’assenza di neve»
Ventasso. Molto difficile la situazione con cui l’Appennino reggiano in questi giorni si trova a fare i conti, a seguito dell’annullamento delle gite scolastiche e in particolare del progetto del Parco nazionale “Neve Natura”.
Un progetto per il quale erano già prenotati soggiorni di scuole e classi dalla provincia di Reggio e le altre province vicine in località come Succiso, il Rifugio Monteorsaro, Civago e altre località del crinale, che ora vedono venir meno circa 1.500 pernottamenti a causa della soppressione delle gite d’istruzione collegata al Coronavirus.
Un aspetto molto negativo per il turismo appenninico in un inverno che già presentava elementi di forte criticità a causa della mancanza di neve, sulle piste ma anche sui percorsi escursionistici che hanno richiamo per ciaspolate e scialpinismo.
Tanto che prima della soppressione, il programma delle visite dal titolo “Neve Natura” era stato sottoposto a modifiche, visto che uno degli elementi caratterizzanti, la neve appunto, era completamente assente.
«Si tratta sicuramente di un danno economico molto rilevante – spiega Dario Torri, presidente della cooperativa La Valle dei Cavalieri di Succiso che ogni anno ospita, insieme ad altre del crinale, i soggiorni Neve Natura – Nelle prossime 4 settimane avremmo dovuto avere altri 4 istituti qui a Succiso, solo noi perdiamo circa 250 pernottamenti e alcune migliaia di euro. Per una realtà come la nostra, in un piccolo paese, si tratta di un danno molto rilevante. Tanto più che il progetto “Neve Natura” anima un periodo dell’anno che per il nostro territorio non è molto vivace per altre forme di turismo. Nelle nostre stesse condizioni ci sono altre strutture del crinale, un territorio economicamente fragile in cui il comparto turistico è già duramente provato per un inverno che praticamente non ha visto neve, e quindi sono mancati non solo gli sciatori, ma anche gli escursionisti sulle ciaspole, lo sci di fondo, i camminatori sui sentieri. Sul breve termine i danni sono molto sensibili, tanto più che non sappiamo se gli istituti scolastici potranno recuperare questi soggiorni, perché andando più avanti ci sono difficoltà nell’incastrarli nei calendari delle attività didattiche».
La Valle dei Cavalieri è una cooperativa nata nel 1991, con la chiusura dell’ultimo bar del paese. Un gruppo di residenti della Pro loco, decise di non rassegnarsi e si rimboccò le maniche: oggi la cooperativa conta 56 soci, con 7 dipendenti fissi oltre all’impiego occasionale di collaboratori. La cooperativa nel corso degli anni ha promosso l’attività del suo agriturismo e ristorante sperimentando anche nuove offerte turistiche in collaborazione con il Parco Nazionale del quale è centro visita.
Ora, con tutto l’Appennino, si trova ad affrontare questo duro contraccolpo economico. In questo contesto cresce l’attesa per nuove iniziative come il protocollo firmato tra la città d Napoli, il Parco nazionale del Vesuvio e il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano che ha come obiettivo la costituzione di un network tra territori. —
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