La polizia sorprende alcuni giovanissimi a scambiarsi la droga
REGGIO EMILIA. Il ritrovo dei giovanissimi consumatori di droga era in viale Allegri, all’interno del parcheggio della caserma Zucchi e a ridosso delle mura dell’università: un luogo riparato e non visibile nei ripetuti passaggi delle pattuglie della polizia. Stavolta però quattro ragazzi non sono sfuggiti alle maglie dei poliziotti che, in base a diverse segnalazioni di cittadini, da settimane sorvegliavano i movimenti sospetti e il consumo di droga in quell’area, frequentatissima dagli studenti minorenni perché a due passi dall’autostazione dei bus. Per aver consumato hascisc sono finiti nei guai un 18enne, un 16enne e un 14enne, nonché un altro 16enne scappato e poi ritrovato: per quest’ultimo è scattata la segnalazione in Prefettura come assuntore di sostanza stupefacente.
L’episodio risale a mercoledì quando, alle 9.50, una pattuglia delle Volanti durante l’ennesimo controllo transitando in viale Allegri ha notato un gruppo di giovani intenti ad armeggiare con degli involucri. Alla vista degli agenti uno dei giovanissimi è scappato in direzione piazzale Lancieri d’Aosta, lasciando cadere per terra una bustina in cellophane contenente – come si è appurato in seguito – circa 3 grammi di hascisc. Gli amici rimasti sul posto sono stati collaborativi ma, essendo senza documenti, sono stati accompagnati in questura per essere identificati: si tratta di un tunisino di 18 anni, un rumeno di 16 e un italiano di 14 anni.
In un secondo tempo è stato rintracciato anche il fuggitivo, risultato proprietario dello stupefacente: il sedicenne, vista la modica quantità di hascisc e il fattore “prima volta”, se l’è cavata con una segnalazione come assuntore, ma nel caso di recidiva si terrebbe conto del precedente e scatterebbero più gravi conseguenze.
Il gruppo ha ricevuto una sonora ramanzina dai genitori, informati dell’accaduto dai poliziotti, ed è probabile che i protagonisti della vicenda si siano spaventati abbastanza da non ripetere questa esperienza. —
Am.P.
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