Coronavirus, misure igieniche fai-da-te in tribunale: mobiletti sbarrano l’accesso agli uffici
Un cartello appeso dappertutto invita “la gentile utenza a mantenere almeno un metro di distanza dalle altre persone”
REGGIO EMILIA. Una fila di scrivanie contro le porte. Così, causa coronavirus, si presentavano alcuni uffici al primo piano del tribunale di Reggio Emilia, dove è stato preso alla lettera il cartello, appeso ovunque, che recita “per motivi di emergenza sanitaria, d’ordine del presidente, si chiede alla gentile utenza di mantenere almeno un metro di distanza dalle altre persone”. Nonostante un altro cartello (“si prega di limitare l’accesso alla cancelleria per i soli atti urgenti, onde prevenire eventuali rischi per la salute”), gli uffici ieri vedevano il consueto via e vai di pubblico. Le scrivanie contro l’ingresso non sono state un eccesso di zelo: il fatto è che, in assenza di mascherine e di fronte a utenti che tendono a entrare negli angusti uffici per porsi di fronte al personale amministrativo, i dipendenti hanno pensato bene di attuare questa misura precauzionale fai-da-te.
Le prescrizioni – come altre, mirate ad “attenersi alle misure igieniche raccomandante del ministero della Saliute” – rientrano nel pacchetto di linee guida emanato lunedì scorso dalla presidente del tribunale Cristina Beretti, sottoscritto dal procuratore capo Marco Mescolini e dalla presidente dell’Ordine degli Avvocati Celestina Tinelli. Poiché le udienze si stanno svolgendo regolarmente, di più ardua applicazione un’altra misura, esposta all’esterno di ogni aula di udienza sempre del primo piano, a pochi metri dalla cancellerie: “Le udienze penali e civili saranno regolarmente tenute con l’avvertenza di autolimitare la presenza in aula al numero indispensabile”. —
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