Operai della Zecchetti costretti a tornare a casa
MONTECCHIO. Andare al lavoro ed essere costretti a tornare a casa perché l’azienda è chiusa. Può succedere, ed è già successo, anche questo nei giorni dei provvedimenti emergenziali per il coronavirus.
È accaduto ieri mattina ai dipendenti della Zecchetti srl di via Galileo Galilei a Montecchio. Ma non per volontà di una qualche autorità amministrativa e sanitaria. È stata, infatti, la direzione dell’azienda, che si occupa di soluzioni di trasporto, palettizzazione e stoccaggio automatico, con molti clienti esteri, a decidere, in via precauzionale, la sospensione del lavoro. Lo ha comunicato ieri mattina via email a dirigenti e responsabili di settore.
Molti operai invece lo hanno saputo quando, presentatisi come sempre al lavoro, hanno trovato i cancelli chiusi e sono dovuti tornare a casa.
Nessun caso di positività, né di sospetta positività al virus: è quanto tengono a precisare fonti interne all’azienda. La chiusura sarebbe stata disposta per la sola giornata di ieri e in via del tutto precauzionale.
Provvedimenti analoghi sono stati presi nei giorni scorsi da altre aziende italiane, come la Sutter di Borghetto Borbera (Alessandria), una delle prime fabbriche a chiudere i battenti per prevenzione nei confronti del coronavirus.
Ma alla Zecchetti la chiusura, sempre secondo fonti interne, riguarderebbe la sola giornata di ieri. Oggi si dovrebbe tornare al lavoro. —
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