Gazzetta di Reggio

Reggio

montecchio  

Perseguita l’ex moglie: divieto di avvicinamento

L’operaio di 54 anni era già stato condannato per le stesso reato. La tempestava di messaggi e si presentava sotto casa

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECCHIO EMILIA. Non ha accettato la fine del matrimonio e per questo motivo un 54enne – italiano, residente nella bassa reggiana, già conosciuto dalle forze dell’ordine per aver maltrattato la donna e già con una condanna definitiva all’attivo – ha cominciato a perseguitare l’ex moglie.

Messaggini minacciosi, telefonate di continuo a lei e al suo nuovo compagno e poi ancora pedinamenti e appostamenti sotto casa. Insomma, per la donna la vita quotidiana era diventata un calvario. E la situazione era andata peggiorando nell’ultimo mese, quando lei – 49 anni, residente in Val d’Enza – ha di nuovo segnalato la cosa ai carabinieri. Sono stati i militari di Montecchio a intervenire e, dopo una serie di verifiche e accertamenti grazie ai quali le segnalazioni della donna sono state puntualmente riscontrate, è partita la denuncia per atti persecutori. Denuncia che ha avuto il secondo atto una volta arrivata in procura a Reggio Emilia.

Il magistrato sul cui tavolo è arrivato il fascicolo ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna, prescrivendo all’operaio di restare a una distanza di almeno di 1.500 metri da tutti i luoghi da lei frequentati. A carico dell’uomo anche l’obbligo di non uscire dal Comune di residenza se non autorizzato e di non comunicare con qualsiasi mezzo con la sua ex.

Pesanti le accuse contestate all’operaio che per intimorire l’ex moglie utilizzava, tra le altre cose, la chat su WhatsApp che riempiva di messaggi intimidatori e se non riusciva a mettersi in comunicazione telefonica con la donna, utilizzava il numero del nuovo compagno e anche il quale caso le comunicazioni avevano le stesso contenuto minaccioso. L’operaio non si accontentava di stalkerizzare la coppia telefonicamente, ma aveva preso l’abitudine di presentarsi anche sotto la loro casa. Una situazione difficile che aveva provocato alla donna, in particolare, forti stati di ansia e di paura. Anche per questo motivo le indagini dei carabinieri sono state veloci e incisive.

Tanto più che l’operaio era già stato sottoposto a misure cautelari e condannato in via definitiva per lo steso reato nei confronti dell’ex. La sentenza di condanna è passata in giudicato lo scorso 3 gennaio. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google