Propongono finti contratti È caccia ai “soliti” truffatori
È accaduto mercoledì prima nel quartiere Gardenia poi in via Mercadante In entrambi i casi gli anziani presi di mira sono riusciti ad avvertire la polizia
REGGIO EMILIA. Per tentare un approccio e intavolare una conversazione non hanno esitato a esordire parlando dell’allarme coronavirus. Non che si presentino come medici, anzi si qualificano come addetti di società che vogliono far stipulare fantomatici contratti.
Quel che è certo è che da alcuni giorni circola in città una coppia di truffatori – uomo e donna, descritti come ben vestiti e ben educati – che cercano di farsi aprire la porta di casa dagli anziani utilizzando come scusa l’argomento principe del momento, cioè il contagio.
Diverse le segnalazioni arrivate dai reggiani nella giornata di mercoledì, quando si sono contati due tentativi di truffa accertati dagli agenti delle Volanti e per fortuna non andati a buon fine per i malviventi, che sono rimasti a bocca asciutta. Il primo episodio alle 16.20 in via Nazario Sauro, nel quartiere Gardenia, dove sono state segnalate due persone sospette: un uomo vestito con abito scuro e una donna che proponevano di stipulare finti contratti di utenze e servizi con i residenti.
La pattuglia accorsa sul posto non ha rintracciato i due, già svaniti, ma la segnalazione è stata determinante perché i truffatori, appena hanno avuto il sentore della telefonata alla polizia, si sono immediatamente allontanati.
Stesso copione alle 18.15 in via Saverio Mercandante, dove una signora di 64 anni ha riferito alla centrale operativa della questura la presenza di persone (questa volta tre) all’interno del condominio che offrivano finti contratti e chiedevano di entrare subissando i residenti di chiacchiere. Anche in questo caso gli agenti non hanno rintracciato i tre perché, nel momento in cui la signora si è messa a urlare, i due si sono dileguati facendo perdere immediatamente le proprie tracce.
«L’esperienza ci insegna che gli eventi calamitosi costituiscono purtroppo occasioni favorevoli al verificarsi di fenomeni di sciacallaggio», ha commentato la questura di Reggio Emilia, che ha colto l’occasione per esortare la cittadinanza «a prestare massima attenzione» per evitare furti in appartamento e raggiri nel nome del coronavirus.
«Non è da escludere che possano verificarsi eventi che abbiano protagonisti sedicenti medici o addetti sanitari o appartenenti alle pubbliche amministrazioni che, con la scusa di effettuare controlli inerenti al contagio, si introducano negli appartamenti per rubare». La questura rinnova alla cittadinanza la raccomandazione di non aprire la porta ad estranei che suonano il campanello dichiarandosi «incaricati di svolgere accertamenti di pubblica sicurezza»: non fateli entrare e, nel caso abbiate dei dubbi, contattate con tempestività il 113. —
Am.P.
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