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Scattano controlli preventivi Linea ferma alla Padana Tubi

M.P.
Scattano controlli preventivi Linea ferma alla Padana Tubi

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GUASTALLA. Salvaguardare la salute dei lavoratori e l’attività imprenditoriale ai tempi del Coronavirus.

È questa la sfida che si trovano ad affrontare tutte le aziende soprattutto quelle che hanno un numero maggiore di dipendenti. Un lavoratore della Padana Tubi ha dichiarato responsabilmente di avere avuto un contatto col nipote che sabato scorso si è recato a Milano per una partita.

A un controllo, il nipote non è risultato positivo e neppure negativo. Pertanto sulla base di questo fatto l’azienda ha applicato il normale protocollo che è stato consigliato dai medici dell’Ausl di Reggio Emilia: per una questione di semplice prevenzione, il lavoratore è rimasto a casa in attesa di esami più approfonditi, così pure i colleghi di lavoro, che a loro volta, sono stati in linea con lui.

Per questo motivo la direzione aziendale, al momento, come ha spiegato il capo del personale Fulvio Frigeri ha fermato la linea nei due turni di lavoro mattino e pomeriggio: in tutto 8 persone.

E Frigeri ha aggiunto: «Abbiamo solo seguito i consigli del medico di fabbrica. Normale attività di prevenzione. Non ci sono contagi né contagiati».

I lavoratori dispongono di presidi sanitari e la pulizia interna è rigorosa. Ciò che è avvenuto in questi giorni alla Padana Tubi, e che forse ha creato qualche preoccupazione di troppo, è la normale procedura adottata dalla stragrande maggioranza delle aziende che ogni giorno devono affrontare casi simili.

La Fiom Cgil si trova d’accordo sul modus operandi adottato alla Padana Tubi. «L’unica raccomandazione – spiega Simone Vecchi, segretario provinciale della Fiom Cgil – che facciamo alle aziende è quella di non scaricare sul lavoratore le ore perse, ma di dichiarare un’assenza giustificata e retribuita». — M.P.

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