Artigiano sull’orlo del baratro «Rinato con la salva-suicidi»
Moglie disoccupata e figli da mantenere, aveva accumulato debiti durante la crisi I legali ottengono il via libera al piano liquidatorio: dovrà pagare solo 7.200 euro
REGGIO EMILIA. Riuscire a vivere serenamente con tanti debiti alle spalle non è semplice, soprattutto quando la propria casa è stata venduta all’asta. La crisi del settore edile prima, infortuni che ti rendono inattivo per lunghi periodi e, nel frattempo, una moglie disoccupata e i figli da mantenere.
Sembrava ormai tutto perduto quando il giovane artigiano ha deciso di ricorrere alla cosiddetta legge salva- suicidi, per il tramite degli avvocati Luca Vetrano e Cristina Reda.
Il tempestivo intervento degli avvocati ha permesso, dopo un minuzioso lavoro di ricostruzione delle posizioni passive del debitore, di presentare un piano di liquidazione patrimoniale ai sensi dell’articolo 14 ter della legge 3/2012, ovvero la cosiddetta legge sul sovraindebitamento.
La proposta di piano liquidatorio è stata così accolta dal Tribunale di Reggio Emilia, nella persona del giudice Simona Boiardi, la quale ha ritenuto sussistenti tutti i requisiti previsti dalla legge, tra cui la meritevolezza del debitore.
L'artigiano ora potrà essere più sereno considerato che per i prossimi quattro anni non dovrà più sostenere le rate dei finanziamenti e dei mutui, non dovrà neanche più pensare alle cospicue somme che doveva all’Agenzia delle Entrate, poiché, come previsto nel piano liquidatorio, dovrà solo corrispondere l’importo di 150 euro mensili per quattro anni.
L’incubo è finito. Con appena 7.200 euro da versare in quattro anni, alle quali si aggiungerà il ricavato della vendita esecutiva dell’immobile (circa 50mila euro), il giovane lavoratore potrà riappropriarsi della propria vita e tornare serenamente a pensare al domani, risparmiando circa 110mila euro.
«La legge 3 del 2012 sul sovraindebitamento – affermano gli avvocati Reda e Vetrano – può rappresentare per molti debitori l’unica soluzione per ritornare a vivere serenamente. Purtroppo tale legge si scontra con la mancata conoscenza della stessa da parte di chi potrebbe beneficiarne. Quello appena ottenuto è un risultato che rende soddisfatto non solo il nostro assistito ma anche noi avvocati che, molto spesso, dobbiamo lottare contro la diffidenza di quei clienti che nella vita hanno avuto tante batoste».
Per i due legali, «il nostro assistito ha ottenuto un ottimo risultato poiché il Tribunale ha permesso lo stralcio delle posizioni debitorie di oltre il 70%. La restante parte del debito, oltre che con il ricavato dell’immobile già aggiudicato, sarà, invece, frutto dei versamenti mensili di 150 che rappresentano, in sostanza, la quota di reddito che il debitore può sottrarre alle altre spese mensili familiari, al fine di permettere, per tutta la durata del piano, il degno sostentamento suo e dei propri cari». —
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