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«Documenti non digitalizzati? Allora dateci le copie cartacee»

«Documenti non digitalizzati? Allora dateci le copie cartacee»

Il Gruppo di discontinuità all’attacco, il Comune ha risposto di non avere a disposizione gli atti richiesti: «È materiale di tanti anni fa, cercatelo in archivio»

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Brescello. Prosegue l’infinita querelle tra il Gruppo di discontinuità e il Comune di Brescello. Il gruppo rappresentato da Paolo Monica e Lorella Galli – quest’ultima denunciata per diffamazione nelle scorse settimane proprio dal Comune – da mesi richiede l’accesso ad alcuni documenti dei quali, però, non sono mai riusciti a entrare in possesso.

Ora è arrivata da parte del Comune una spiegazione che non sembra soddisfare i richiedenti. «La nostra insistenza – spiegano Galli e Monica – ha tre motivazioni: la pretesa del rispetto dei nostri diritti di cittadini senza essere presi in giro, perché non accettiamo che un dipendente chiuda questa vicenda, dopo quasi quattro mesi, con motivazioni insostenibili; il pensiero che le deliberazioni mancanti potessero contenere informazioni importanti per noi cittadini; la diffidenza nei confronti dell’amministrazione comunale, che ha ampiamente dimostrato il disinteresse per la trasparenza amministrativa per quanto riguarda le nostre richieste e che rappresenta la continuità di un passato che ci ha donato il commissariamento per 2 anni per forme di ingerenza della criminalità organizzata».

Nei giorni scorsi la titolare per la prevenzione della corruzione e della trasparenza ha risposto al gruppo, dopo 32 giorni, spiegando le ragioni dell’assenza di questi documenti. «Si specifica che prima della completa digitalizzazione degli atti, avvenuta a partire dal mese di febbraio 2019 – si legge nella risposta – il work flow (flusso di lavoro, ndr) delle deliberazioni era predisposto per un iter digitalizzato che prevedeva due differenti flussi della documentazione. Il primo flusso riguardava le proposte annotate in un “registro informatico” corrispondente al brogliaccio del segretario, si tratta della registrazione di un’informazione in un database. Il secondo flusso è la trasformazione della proposta in deliberazione, alla quale viene attribuito un numero progressivo e generale nel registro delle deliberazioni. Raccolte le firme su tali atti si procede alla pubblicazione degli stessi. In corrispondenza dei numeri mancanti, di cui si richiede il rilascio del relativo atto, è accaduto verosimilmente che siano state numerate proposte che non si sono trasformate in delibere».

La risposta non ha soddisfatto il gruppo, che prosegue nella «richiesta della pubblicazione o del cartaceo gratuito perché trattasi di accesso civico semplice» delle deliberazioni di giunta 33, 43, 65, 66 del 2007, 29, 31, 50 del 2008 e 20 del 2009, facenti parte del “secondo flusso”.

«Ci rendiamo ormai conto – concludono Galli e Monica – che gli atti che chiediamo non sono stati trovati nell’archivio corrente, che a Brescello evidentemente non ha funzionato. Suggeriamo allora una ricerca del materiale cartaceo in archivio di deposito, perché, trattandosi di atti di tanti anni fa, devono necessariamente essere stati depositati nei locali posti all’ultimo piano dell’attuale sede municipale». Chi la spunterà? —

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