Tria: «È prioritario riutilizzare i beni confiscati alla ’ndrangheta»
REGGIO EMILIA. «È per noi prioritario che i beni confiscati alla criminalità organizzata siano riutilizzati, messi a disposizione del territorio e trasformati in luoghi di attività sociale e culturale delle comunità. La Consulta per la Legalità sarà al fianco dei Comuni di Brescello e Montecchio nei progetti di riutilizzo dei beni».
È quanto ha dichiarato l’assessore alla Legalità del Comune di Reggio Emilia, l’avvocato Nicola Tria, a margine dell’incontro della Consulta provinciale per la legalità svoltosi nei giorni scorsi proprio per discutere del riutilizzo sociale dei patrimoni degli ’ndranghetisti, finora lettera morta.
Alla seduta della Consulta – nata nel 2018 e articolata in tre tavoli tematici, uno dei quali dedicato ai beni confiscati e coordinato da Manuel Masini di Libera Reggio Emilia – era presente anche Stefania Pellegrini, professore di Sociologia del Diritto dell’Università di Bologna che, oltre ad essere membro del comitato scientifico della Consulta, in quanto docente del master in “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscate alle mafie Pio La Torre” ha realizzato insieme ai suoi studenti l’unica mappatura eseguita in Emilia-Romagna sui beni strappati alla ’ndrangheta (mappa consultabile sul sito internet www.mafieeantimafia.it).
Ricordiamo che, nonostante il boom di sequestri e confische nel triennio dal 2015 al 2018 a seguito del maxiprocesso Aemilia, nel Reggiano – a causa delle lungaggini burocratiche e dell’attesa delle sentenze definitive – sono ancora a zero gli immobili riassegnati a enti pubblici con finalità sociali.
«Questo principio vale per il patrimonio confiscato a Montecchio e a Brescello, così come per i beni che verranno eventualmente disponibili in altri Comuni – ha proseguito l’avvocato e assessore Nicola Tria – Tramite l’insediamento di nuove funzioni, è doveroso dare una seconda vita a questi spazi per renderli simboli di una rinascita anzitutto morale».
Perciò la Consulta per la Legalità, che ha come coordinatore istituzionale il Comune capoluogo, ha ribadito la volontà di farsi portavoce del territorio, mettendosi a disposizione dell’Anbsc (l’agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati) «per supportare e sollecitare i provvedimenti di assegnazione – ha concluso l’assessore Tria – E con questo dare un chiaro segnale, anche dal punto di vista politico, di lotta alla criminalità organizzata». —
Am.P.
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