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CADELBOSCO SOPRA 

«Al più presto un’assemblea sulla fabbrica delle polveri»

M.P.

Comitato Aria Pulita e gruppo consiliare d’opposizione annunciano una riunione pubblica appena sarà superata l’emergenza Coronavirus

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CADELBOSCO SOPRA. L’emergenza Coronavirus impone il divieto di organizzare assemblee e riunioni, in base all’ordinanza del ministero della Salute per evitare contatti stretti ed eventuali contagi.

Nonostante questo, il comitato “Aria Pulita”, presieduto da Claudio Giacca, e il gruppo consiliare di minoranza “Cadelbosco per tutti”, capeggiato da Marino Zani – che da mesi, insieme, portano avanti la battaglia civile e politica contro l’amministrazione comunale in merito al progetto che prevede la realizzazione, nell’area della ex fabbrica Kis di Zurco, di un nuovo insediamento produttivo dotato di tre atomizzatori – continuano a lavorare e sono pronti per divulgare i dati forniti da studiosi ed esperti sulle possibili ricadute, in termini di inquinamento ambientale, di questo nuovo impianto produttivo.

L’ASSEMBLEA

«Stiamo solo aspettando che rientri l’emergenza del Coronavirus per poter indire un’assemblea pubblica e spiegare ai cittadini il lavoro che abbiamo fatto – spiega Claudio Giacca, presidente del comitato Aria Pulita –. Come avevamo annunciato nell’assemblea del 9 dicembre scorso a “L’altro Teatro”, abbiamo contattato tecnici e studiosi esperti, ai quali abbiamo dato in mano i documenti relativi alla costruzione del nuovo sito produttivo per redigere una simulazione sul possibile impatto ambientale sulla salute dei cittadini».

L’IMPEGNO DI COSTA

Giacca pone inoltre una serie di questioni ad Andrea Costa, segretario provinciale del Pd, neoeletto consigliere regionale. A Costa, il presidente del comitato chiede innanzitutto di «parlare chiaro. Non vogliamo credere che il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, il 16 gennaio scorso, di fronte ai cittadini di Cadelbosco, abbia preannunciato l’azzeramento della “fabbrica delle polveri” per ragioni elettorali. Ma dopo oltre 40 giorni da quell’impegno solenne, dichiarato anche a nome del sindaco Luigi Bellaria e di fronte a voci allarmanti circa le reali intenzioni dell’amministrazione comunale, i cittadini di Cadelbosco hanno il diritto di sapere dal segretario del Pd se le parole pronunciate solennemente il 16 gennaio 2020 sono parole di galantuomo oppure no. Aggiungo che Andrea Costa, di sua iniziativa, non su mia richiesta, agli inizi di gennaio mi ha consegnato un testo scritto di suo pugno dove indicava con precisione le tre fasi che avrebbero portato all’azzeramento certo della “fabbrica delle polveri”».

RISCHI AMBIENTALI

Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti”, precisa: «Questo studio è stato pagato da noi cittadini perché ci teniamo alla nostra salute. E questa non è una differenza da poco, perché i nostri amministratori vogliono costruire sulla pelle dei cittadini la “fabbrica delle polveri” senza uno straccio di documento sui pericoli che tale impianto può avere sulla popolazione. E inoltre lo studio affidato all’Università di Bologna, non viene pagato né dal sindaco, né dalla sua giunta, né dai consiglieri di “Centrosinistra per Cadelbosco”. Un’amministrazione seria – continua Zani – prima di firmare una convenzione avrebbe dovuto confrontarsi con i cittadini e fornire la documentazione sui possibili rischi ambientali. Invece ha fatto esattamente il contrario». —

M.P.

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