Gazzetta di Reggio

Reggio

Al Santa Maria è nata una Perla... rara

Martina Riccò
Al Santa Maria è nata una Perla... rara

La bimba è venuta al mondo alle 8.20 del 29 febbraio. È una dei “ventinovini” che spengono le candeline ogni 4 anni

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. I suoi genitori l’hanno chiamata Perla. Per augurarle bellezza e virtù, e perché con la sua nascita ha portato loro una rara gioia. E rara lo è davvero. Perla, infatti, è nata all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia alle 8.20 del 29 febbraio ed è dunque una dei cosiddetti “ventinovini”, le persone nate nel... giorno che non c’è. La sua mamma, pur sapendo che il primo vero compleanno della piccola sarà tra quattro anni, non è preoccupata: «Festeggeremo sempre in ogni caso».

VENTINOVINI FAMOSI

Come Perla, e prima di lei, in tanti sono venuti al mondo nel giorno “ballerino”. Tra questi anche molti personaggi famosi – attori, musicisti, matematici, sportivi, politici, poeti – che hanno compensato l’impossibilità di spegnere ogni anno le candeline con il traguardo di essere ricordati per sempre. È il caso di Gioacchino Rossini, che vide i suoi natali a Pesaro il 29 febbraio del 1792 e che nel 1806, anno non bisestile, “festeggiò” i suoi 14 anni componendo la sua prima opera, “Demetrio e Polibio”. Ventinovino anche Papa Paolo III, quell’Alessandro Farnese, nato a Canino nel 1468, ritratto in una delle opere più belle di Tiziano, che autorizzò la fondazione della Compagnia di Gesù su proposta di Ignazio di Loyola e convocò il Concilio di Trento nel 1545.

L’ANNO BISESTILE

L’anno solare non conta 365 giorni precisi, ma qualcosa in più: 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi. Questo è il tempo che occorre al sole per ritornare sullo zenit di uno stesso tropico. Questa frazione di tempo in più porta ad accumulare un ritardo che, ogni quattro anni, sarebbe pari a un giorno intero e che, anno dopo anno, causerebbe uno slittamento delle stagioni. Ecco perché, già al tempo dei Romani, si pensò di introdurre un 366° giorno da aggiungere al calendario ogni quattro anni. I Romani aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio, il sexto die ante Kalendas Martias (sesto giorno prima delle Calende di marzo); il giorno aggiuntivo si chiamava bis sexto die (sesto giorno ripetuto) da cui l’aggettivo “bisestile”.

SUPERSTIZIONI

Anno bisesto, anno funesto. Anche questo proverbio sembrerebbe derivare dagli antichi romani: febbraio, infatti, era il Mensis Feralis, ovvero il mese dedicato ai riti per coloro che erano morti e alle cerimonie di purificazione. Ma in tanti, nel corso della storia, pensarono agli anni bisestili come anni sfortunati. Nel XV secolo Michele Savonarola, medico e scienziato (e nonno del più famoso Giacomo Savonarola), affermò che erano portatori di epidemie e nefasti per le greggi e le coltivazioni. In tempi più recenti, i più superstiziosi hanno collegato l’anno bisestile a immani tragedie come i terremoti di Messina, del Belice e del Friuli, verificatisi nel 1908, nel 1968 e nel 1976.

tempo di CORONAVIRUS

Da un’epidemia... a un’altra. Il 2020 è iniziato nel segno del Coronavirus, ma questo non ha impedito alla vita di continuare a manifestarsi in tutta la sua bellezza. E così Perla e tutti i bambini come lei continuano ad affacciarsi al mondo nel solito modo. L’unica differenza è per i visitatori: il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio è chiuso. Ogni mamma può farsi visitare da una sola persona, che deve lasciare il proprio nominativo. Niente più via vai nel corridoio, quindi, o pellegrinaggi chiassosi di parenti e amici. Un clima surreale, raro... come una Perla. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google