Gazzetta di Reggio

Reggio

AULE reggiane VUOTE  

I professori ai tempi di internet pronti a insegnare da casa

Luciano Salsi

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L’emergenza non coglie impreparati gli insegnanti reggiani, che ne approfittano per affinare ed estendere la didattica a distanza già avviata da tempo in via sperimentale nella maggior parte degli istituti. Le aule sono vuote dal 24 febbraio, ma durante la prima settimana i contatti con gli alunni sono stati mantenuti perlopiù trasmettendo online testi scritti e esercitazioni, mentre si è fatto ricorso sporadicamente alle lezioni in videoconferenza, in attesa che la situazione si chiarisse.

Da domani queste iniziative si moltiplicheranno, allo scopo di non allargare le inevitabili lacune dell’apprendimento. Gli strumenti informatici non mancano e i giovani li padroneggiano meglio degli adulti. Quasi tutte le scuole, ormai, sono dotate del registro elettronico introdotto dal 2012 che consente non solo di comunicare alle famiglie e agli studenti le assenze e gli argomenti da studiare, ma anche di utilizzare le annesse bacheche per inviare a ciascuno gli appunti e gli schemi delle lezioni insieme ai temi e agli esercizi da svolgere. Almeno nelle medie superiori e inferiori reggiane questi canali sono aperti, benchè utilizzati finora quasi solo per le comunicazioni essenziali.

«Dobbiamo augurarci – osserva Daniele Cottafavi, preside del liceo Matilde di Canossa – di trasformare l’emergenza in un’opportunità, mettendo a sistema le nuove modalità di trasmissione dell’insegnamento facendole diventare un elemento aggiuntivo della didattica ordinaria».

Nella scuola secondaria di secondo grado la situazione è differenziata. Negli indirizzi liceali e tecnici esistono in genere i presupposti del salto di qualità, mentre nei professionali non tutti gli alunni dispongono del computer o dimostrano la disponibilità a servirsene per l’apprendimento. Nella scorsa settimana sette classi dell’istituto Zanelli, con circa 170 studenti, sono rimaste collegate online con i loro insegnanti. Il Moro è tra le scuole più informatizzate, che da tempo usano la piattaforma digitale interna in sostituzione della carta per trasmettere le circolari della dirigenza e per le comunicazioni agli studenti. Un certo numero di docenti, due o tre per classe, s'è attrezzato con app interattive (fra le più note Google Classroom e We School) per lezioni a distanza.

«Durante la prima settimana di chiusura – riferisce Stefano Giudici, collaboratore del preside – abbiamo perlopiù soprasseduto, in considerazione anche della sospensione delle gite. Da lunedì concorderemo l’intensificazione della didattica a distanza. Chi dispone di una webcam può farlo in videoconferenza».

«Nel mio istituto – spiega Fausto Fiorani, dirigente del Gobetti di Scandiano – sono ben attrezzate informaticamente quasi 30 classi su 64. Ho inviato ai docenti una circolare per disporre l'invio dei materiali didattici tramite la bacheca del registro elettronico. Il trenta per cento degli insegnanti ha seguito i corsi di formazione per l’utilizzo delle app di insegnamento a distanza». —



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