Lezioni sospese Anche a Reggio studenti a casa fino all’8 marzo
Ieri mattina l’annuncio ufficiale del governatore Bonaccini Verso il numero chiuso nei musei, stessa ipotesi per i teatri
La notizia era nell’aria già dalla mattina. Da Roma a Bologna, arrivando anche a Reggio Emilia. Scuole chiuse fino al prossimo 8 marzo. O meglio, attività didattiche sospese, a segnare una differenza rispetto alla scorsa settimana. Possibilità di apertura invece per musei, biblioteche e archivi a patto che si rispetti una distanza minima di sicurezza tra i visitatori. Riaprire cinema e teatri? L’interlocuzione ieri era ancora in corso. E gli ultimi dettagli saranno resi noti oggi, quando finalmente il Dpcm, ovvero il Decreto della presidenza del consiglio dei ministri, definirà nel dettaglio come affrontare in tutto il Paese l’emergenza Coronavirus. In esso, dovrebbero essere sospese tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico.
LA SITUAZIONE SCUOLE
È stato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il primo ad annunciare la sospensione dell’attività didattica per un’altra settimana in Emilia-Romagna e nelle altre due regioni più colpite dai contagi, ovvero Lombardia e Veneto.
«Sulla base del parere del Comitato Tecnico Scientifico nazionale, resta confermata la chiusura dei nidi, dell’attività scolastica e delle Università anche per la prossima settimana per le tre Regioni più colpite», ha fatto sapere il governatore su Facebook, annunciando che anche nelle prossime settimane saranno il Comitato Tecnico Scientifico e il Governo a valutare la situazione, «sulla base dell’andamento della situazione epidemiologica».
IL DPCM
Il decreto, infatti, Decreto riguarda l’intero territorio nazionale, con provvedimenti suddivisi su tre aree: i Comuni all’interno delle Zone rosse (dieci in Lombardia e uno in Veneto), le tre Regioni maggiormente interessate (Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna); tutte le altre Regioni. Le misure previste valgono dal 2 all’8 marzo e l’atto governativo viene adottato sentite le Regioni stesse.
Per quanto riguarda le scuole, in Emilia-Romagna si passa tuttavia dalla chiusura alla sospensione dell’attività didattica. Un dettaglio in realtà di non poco conto, dal momento che, come ha successivamente spiegato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini, il personale scolastico potrà entrare negli istituti, qualora lo ritenga necessario: «Per gli studenti non cambia nulla, per i familiari ci saranno ancora sacrifici. La misura è stata espressamente indicata dall’Istituto nazionale della Sanità. Per prima cosa bisogna proteggere i nostri bambini».
CULTURA
Verso la sospensione anche i servizi di apertura al pubblico dei musei, biblioteche e archivi, salva la possibilità di adottare misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi nel rispetto della distanza di sicurezza “droplet”, che valuta gli accessi in determinati spazi chiusi. La Regione Emilia-Romagna ha chiesto che tali misure organizzative possano essere permesse anche a cinema e teatri, con possibili ingressi limitati e contingentati, rispettando criteri di salvaguardia legati alla distanza di protezione tra le persone. Su questo, si attende una risposta del Governo, sulla base delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico.
L’ECONOMIA
Un’interlocuzione ancora in corso, durante le quali verranno affrontate anche questione economiche, in relazione a settori messi letteralmente in ginocchio dall’emergenza.
«Nel Decreto legge del Governo – ha spiegato il governatore Bonaccini – è previsto lo sblocco della Cassa integrazione in deroga per l’Emilia-Romagna per assicurare una risposta immediata alle prime necessità di imprese e lavoratori. A queste misure se ne aggiungeranno altre, tra una settimana, con un secondo provvedimento destinato ai comparti produttivi. Mercoledì, insieme ad una delegazione di presidenti di Regione, sarò a Roma per parlarne direttamente con il premier Conte, cui presenteremo le richieste e le proposte definite con tutte le parti sociali dell’Emilia-Romagna: accesso al credito, sospensione dei mutui per le imprese più colpite e misure di sostegno per i comparti più in difficoltà a partire da turismo, commercio, spettacolo». —
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