«Nessuna pietà al pronto soccorso Per un codice bianco oltre cento euro»
Protesta del dottor Massimo Comunale: «È uno schiaffo alla progressività». L’Ausl: «Automatismi amministrativi»
GUASTALLA. «Non tutti i codici bianchi che arrivano in pronto soccorso, anche su indicazione del medico di famiglia, devono essere soggetti al pagamento del ticket, perché alcuni interventi possono essere appropriati». A dirlo è il dottor Massimo Comunale, che recentemente ha evidenziato due episodi avvenuti nei giorni scorsi al pronto soccorso di Guastalla. «Una mia paziente di 17 anni ha avuto la febbre altissima. Lei vive con i nonni, improvvisamente è svenuta e ha perso conoscenza. I nonni hanno allertato il 118 e la ragazza è stata traportata in pronto soccorso. Chi non l’avrebbe fatto? Per fortuna si è trattato di disidratazione e calo glicemico. Conto da pagare? Ben 119 euro. Accesso inappropriato? Codice bianco?»
Il dottor Comunale cita un altro episodio: «Un mio paziente va al pronto soccorso per un dolore al polpaccio che gli impedisce di camminare. Non ha subito traumi e correttamente esegue accertamenti per una sospetta trombosi venosa profonda. Per sua fortuna si tratta di quella specifica patologia. Conto da pagare? 112 euro».
A questo punto Massimo Comunale, medico di famiglia, sbotta: «Non ci siamo. Occorre rivedere queste modalità di compartecipazione alla spesa. Io sono assai contrariato. Pochi mesi fa la Regione ha redistribuito le nuove fasce di esenzione “inventandosi” una fascia che va da 0 a 100mila euro. Uno schiaffo alla progressività delle imposte e un regalo a chi guadagna fino a 7mila euro al mese. Nessuna pietà per chi accede in pronto soccorso. Nessuna».
Con i responsabili del pronto soccorso impegnati nell’emergenza Coronavirus non è stato possibile avere una replica alle sollecitazioni del dottor Comunale. E all’Ausl di Reggio Emilia le cose non vanno meglio. «La mia non vuole essere una risposta – spiegano all’ufficio stampa Ausl –. So che certi interventi passano in modo automatico all’amministrazione ospedaliera, ma non so chi possa dare una risposta precisa e dettagliata sui due episodi segnalati dal dottor Comunale perché tutto il personale del pronto soccorso è impegnato con i provvedimenti sanitari di prevenzione da Covid19».
Proprio per disincentivare il ricorso al pronto soccorso per situazioni non strettamente necessarie e di urgenza e, nello stesso tempo, per sostenere l’attività del servizio sanitario, la Regione Emilia Romagna ha adottato il pagamento del ticket. Per le prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero, codificate come codice bianco (prestazioni non urgenti, paziente in condizioni non critiche ad eccezione di traumi ed avvelenamenti acuti), i malati non esenti sono tenuti al pagamento di una quota fissa pari a 25 euro e alla compartecipazione delle spese per le prestazioni diagnostiche e di laboratorio. —
M.P.
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