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Coronavirus, il caffè va servito a un metro di distanza. Chiusure a raffica tra i locali di Reggio

Enrico Lorenzo Tidona
Coronavirus, il caffè va servito a un metro di distanza. Chiusure a raffica tra i locali di Reggio

Cartelli affissi sulle serrande abbassate di diversi bar e ristoranti del centro. Pubblicate le linee guida: «Consentite tutte le attività ma con meno clienti»

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REGGIO EMILIA. Rispetto alla calca del fine settimana, il colpo d’occhio ieri era desolante. Il centro storico di Reggio sembra aver accusato un primo colpo sulla scia delle ordinanze restrittive emesse per arginare il Coronavirus. Il cuore pulsante della città era pressoché deserto. Complice anche il maltempo, i reggiani hanno battuto in ritirata nella giornata in cui sono giunte le linee guida per bar, negozi e ristoranti, all’insegna del complesso concetto di distanza di sicurezza di almeno un metro da mantenere tra clienti e gestori.



CHIUSURA A RAFFICA

Il colpo d’occhio più potente lo hanno offerto i tanti locali che hanno abbassato le serrande. In primis quelli etnici e soprattutto cinesi: «Chiuso per ferie, ci rivediamo presto!» recita il cartello affisso sul portone serrato del Taberu, il celebre ristorante giapponese di via Fornaciari che ha deciso di fermarsi.

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Una condotta che sembra aver trovato d’accordo quasi tutta la comunità cinese, con chiusura anche al Bar Duomo di Piazza Prampolini: «Ai gentili clienti per il calo del lavoro, siamo chiusi da lunedì 2 marzo a giovedì 5 marzo. Siamo andati a sciare», hanno scritto nel cartello appeso fuori dalla vetrina. Chiuso per ferie anche l’Antico Caffè al Teatro e il Cavour di Piazza Martiri del 7 luglio.

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I PRESIDI IN PIAZZA

Al Caffè Europa, locale crocevia della movida e classica sosta per gli avventori del centro, ieri il servizio è stato regolare, salvo anticipare la chiusura nel pomeriggio. «Abbiamo chiuso più per maltempo che per l’ordinanza – spiega Stefano Gabbi – facciamo un po’ di ferie e permessi per il personale e faremo così anche domani (oggi, ndr). C’è un po’ meno gente, però direi che dobbiamo rimanere concentrati per applicare l’ordinanza nel modo più corretto possibile. Dobbiamo cercare di evitare assembramenti nel locale. Lo abbiamo scritto con i cartelli appesi all’interno. Non abbiamo messo i quotidiani nelle mensole perché fanno sì che le persone si soffermino di più nel locale. Ai clienti non è piaciuto tanto ma ognuno deve dare qualcosina e in molti hanno compreso la situazione».

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VUOTO PER PIENO

Le nuove disposizioni in materia di prevenzione della diffusione del Coronavirus emesse dal Governo hanno visto pubblicare ieri dalle istituzioni reggiane delle indicazioni più dettagliate per Reggio. Non è prevista alcuna chiusura dei pubblici esercizi, che possono quindi continuare a esercitare la propria attività, pur nel rispetto delle indicazioni emanate a tutela della salute pubblica.

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Gli esercizi di ristorazione – bar, pub, ristoranti – dovranno eseguire il servizio di somministrazione senza eccedere il numero di posti a sedere disponibili nei locali, consentendo ai clienti di poter stare a un metro di distanza l’uno dall’altro. Laddove non vi sia possibilità di consumo a sedere, la somministrazione potrà avvenire tenendo conto delle dimensioni del proprio locale dando la possibilità ai clienti di consumare rispettando la distanza di un metro, evitando sovraffollamento o assembramento all’interno degli esercizi. Lo stesso vale per gli esercizi di vendita al dettaglio. Norme complesse soprattutto per il fine settimana. —
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