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Coronavirus | A Reggio Emilia le messe feriali saranno senza fedeli | Salgono a 9 i contagi in provincia | Città deserta dopo le limitazioni | In trincea nel pronto soccorso

Coronavirus | A Reggio Emilia le messe feriali saranno senza fedeli | Salgono a 9 i contagi in provincia | Città deserta dopo le limitazioni | In trincea nel pronto soccorso

È la richiesta dei vescovi dell'Emilia-Romagna, in una nota della Conferenza episcopale regionale dove vengono aggiornate le disposizioni per prevenire la diffusione del contagio

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REGGIO EMILIA.  Sono 335, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus:212 a Piacenza, 61 a Parma, 29 a Modena, 3 a Bologna, 1 a Forlì-Cesena, 2 a Ravenna e 19 a Rimini.  A Reggio Emilia, secondo I i diffusi dalla Regione, i contagi sono complessivamente otto, ma nel numero bisogna contare anche il casalgrandese in carico all'Ausl di Modena, sede di diagnosi, il calciatore originario di Albinea che milita in una formazione senese in Serie C e il modenese che lavora all'hotel Europa, ora chiuso per volontà del suo proprietario  fino al prossimo 15 marzo. 

Da registrare 3 nuovi decessi, che portano a 11 il numero complessivo di quelli avvenuti in regione. Si tratta di un paziente di 89 anni, di San Marino,deceduto all’ospedale di Rimini, dove era ricoverato, che presentava gravi patologie preesistenti; una signora di 95 anni deceduta all’ospedale di Piacenza, per la quale sono in corso accertamenti sul quadro clinico pregresso; e un bergamasco di 62 anni, deceduto all’ospedale di Parma, già ricoverato in medicina d’urgenza. Anche per quest’ultimo paziente sono in corso gli accertamenti su possibili patologie preesistenti.

Rispetto al tardo pomeriggio di ieri, quando i casi positivi erano 285, sono dunque 50quelli in più: 38 a Piacenza, 2 a Parma, 1 a Reggio Emilia, 5 a Modena, 1 a Bologna e 3 a Rimini. Resta invariato il numero delle persone risultate positive a Ravenna (2) e a Forlì-Cesena (1).

Si conferma che i nuovi pazienti, come la maggior parte delle persone risultate ad oggi positive, si trovano in condizioni non gravi. Molti i casi asintomatici o con sintomi modesti. Sono 160 le persone in cura a casa, dove si trovano in isolamento. I ricoveri in terapia intensiva sono 16.

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LA CHIESA. «A differenza di quanto precedentemente disposto chiediamo ai sacerdoti, alla luce della delicata situazione sanitaria e delle richieste delle autorità competenti, di celebrare le Sante Messe feriali senza la partecipazione dei fedeli sino a sabato 7 marzo». È la richiesta dei vescovi dell'Emilia-Romagna, in una nota della Conferenza episcopale regionale dove vengono aggiornate le disposizioni per prevenire la diffusione del Coronavirus.

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La nota è stata elaborata nel corso dell'assemblea presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente Ceer e arcivescovo di Bologna, «in comunione con i vescovi della Lombardia e della Provincia ecclesiastica Veneta».

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«Ci riserviamo di dare altre indicazioni, entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni. Le chiese - proseguono i vescovi - continuino a restare aperte, nel rispetto delle norme del Decreto, per la preghiera. Consapevoli della sofferenza e del disagio arrecato dalla situazione, in ordine ai nostri oratori e circoli sono sospese fino all'8 marzo compreso tutte le attività formative, aggregative e sportive. È disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica 8 marzo compresa, le iniziative e gli incontri presso altri ambienti parrocchiali, restano sospesi».

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Le precedenti disposizioni che rimangono in vigore sono le seguenti:

  1. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
  2. Per i funerali è consentita la celebrazione delle esequie senza Messa, con i soli familiari. Sono sospese le veglie funebri. Si propone di celebrare SS. Messe di suffragio solo al termine di questa fase critica.
  3. Sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
  4. Sono consentite le consuete visite ai malati e l’Unzione degli infermi.
  5. Gli incontri di catechismo e del dopo-scuola riprenderanno alla riapertura delle attività scolastiche.
  6. Sono sospese feste e sagre parrocchiali.
  7. I Centri d’ascolto e i servizi della Caritas diocesane e parrocchiali svolgeranno la propria attività in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.

 

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