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Coronavirus, accessi limitati in bar, pub e ristoranti. Cinema e teatri reggiani ancora chiusi

E.Spa.
Il cartello appeso al portone di un locale cinese in centro a Reggio Emilia
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Il cartello appeso al portone di un locale cinese in centro a Reggio Emilia

Nei locali gli avventori dovranno stare a un metro di distanza. Stessa misura nelle chiese e nei luoghi di culto religioso

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REGGIO EMILIA. Oltre alla sospensione delle attività didattiche in scuole e università, resteranno chiusi per un’altra settimana a Reggio e in Emilia-Romagna anche i cinema e i teatri. E restano sospese le manifestazioni di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico. Bar, pub e ristoranti? Accessi limitati e soli posti a sedere, con gli avventori che devono stare a un metro di distanza. È quanto contenuto nel Decreto della presidenza del consiglio dei ministri, adottato ieri per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, nel quale si è chiuso quello spiraglio di riapertura per i luoghi di intrattenimento come cinema e teatri. Possono riaprire musei e biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali. Ma anche qui solo se con accesso contingentato. Per i luoghi di culto, la riapertura è condizionata all’adozione di misure tali da evitare assembramenti e garantire la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro, proprio come per bar, ristoranti e pub.

IL DPCM Il decreto è stato assunto sulla base del parere del Comitato Tecnico Scientifico (Cts) nazionale, le cui indicazioni seguono l’evoluzione epidemiologica con l’obiettivo di garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale. Nel decreto alcune norme si applicano per la sola provincia di Piacenza, dove si concentra la maggioranza dei casi positivi in regione, a causa della contiguità con il Lodigiano.

IL COMMENTO  «Misure necessarie per gestire la situazione sanitaria e poterlo fare con senso di responsabilità, lucidità e sobrietà», afferma il governatore, Stefano Bonaccini, che mercoledì sarà a Roma con il premier Conte e le altre regioni coinvolte per mettere a punto misure necessarie a fronteggiare l’emergenza economica conseguenza di quella sanitaria. Secondo l’assessore alla Salute, Raffaele Donini, si tratta di «un lavoro finalizzato a garantire la sicurezza delle persone e la possibilità di mantenere socialità, come dimostra la riapertura seppur parziale dei luoghi di cultura».

LOCALI CONTINGENTATI  Modalità simili a bar, pub e ristoranti sono previste per altre tipologie di attività commerciali: possono aprire adottando misure tali da consentire un accesso contingentato o comunque evitando assembramenti, sempre tenuto conto di dimensioni e caratteristiche dei locali, garantendo ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di un metro.

SPORT   Sempre in Emilia-Romagna, sono sospesi eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento di eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse. Una misura che replica quella già prevista la settimana scorsa, a cui se ne aggiunge un’altra: ai tifosi residenti in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro-Urbino e Savona è vietata la trasferta, ovvero la partecipazione a eventi e competizioni che si svolgono nelle restanti regioni e province. È consentito lo svolgimento di attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi, assicurando la presenza di un massimo di persone pari a un terzo della capienza.

ALTRE LIMITAZIONI  Ancora: sospese le procedure concorsuali pubbliche e private a esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari o in maniera telematica. Sono esclusi i concorsi per personale sanitario, compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della Protezione civile. Limitazioni all’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere, così come nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti. Sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi a livello regionale. Inoltre, nello svolgimento di incontri o riunioni vanno privilegiate le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza Covid-19. —

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